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AUGURI_

AUGURI!

AUGURI!

Quando le parole sono consumate non dicono più niente

FA-SUCCEDERE-QUALCOSA

FA’ SUCCEDERE QUALCOSA

FA-SUCCEDERE-QUALCOSA
Fa’ succedere qualcosa.
Trova un prato in un bel posto.
Una piazza.
Una spiaggia.
Un parcheggio sempre vuoto di un’area industriale.
Fissa un appuntamento.
Usa tutta la fantasia che ti circonda e spendi meno soldi che puoi.
Non badare a risparmiare.
Cerca un coro di bambini.
Fa’ un po’ di musica.
Abbraccia e ridi.
Accendi un fuoco e canta.

Offri qualcosa di buono e di caldo da bere.
Fatti duemila selfie con tutti.
Non aspettarti niente.
Invita a prendere dalla festa un ricordo.
Collegati su un grande schermo con chi è lontano.
Manda un pezzetto di festa a chi non è potuto venire.
Inventa un  regalo da fare tutti insieme ai bambini che cantano.
Qualcosa che si ricorderanno.
Inventa un gioco e un ballo,
Aspetta la sera, l’alba, la neve.
Ascolta il silenzio, il vento, la pioggia, le chiacchiere e i sorrisi.

Mancano meno di due mesi a Natale e se hai deciso di regalare qualcosa ai tuoi clienti fa’ in  fretta.
È già tardi.
Scegli, acquista, confeziona e spedisci.

Oppure fatti venire un’altra idea.

I-PACCHI-DI-NATALE

I PACCHI DI NATALE

I-PACCHI-DI-NATALEOk, sono in ritardo, lo so!
Magari però non sono l’unico e comunque mi farò perdonare con 7 confezioni natalizie eccezionali. E se non fossero proprio natalizie? Amen! Anzi, meglio…  così  potremo usarle tutto l’anno.
1 – Food &Wine tra il minimal e il vintage
Roba da vino, dolci, formaggi e salsicce. Prendiamo carte color nebbia, bianche, salvia, turchesi…  e guai a chi tira fuori… carta da zucchero… forse gialline… importante che siano ruvide e spesse e magari tutte operate, come la carta roccia dei presepi.
Abbiniamoci un tessuto, una maglia… incolliamoci la  silhouette nera di una nuvola o di un gatto…
Accartocciamo tutto attorno con un sapiente giro di rafia color Natale e voilà c’est fait!
2 – I sacchetti del pane.
A proposito di carte un po’ così… prendiamo i sacchetti del pane e aggiungiamoci quello che vogliamo, proprio come col pane. Scritte, disegni, scarabocchi tracciati in fretta col pennarello largo… un cartone colorato,  un pezzo di feltro  e chiudiamo il nostro sacchetto con uno spillone di legno come quelli per gli stuzzichini.
3 – Un guanto!
Una calza di lana grossa… Uff! No che non è la befana! Nera o rossa… un guanto di paillette, ci infiliamo il nostro profumo, la grappa, un libro (sforzando un po’) e chiudiamo usando l’altro guanto… l’altra calza, ma non allo stesso modo, avvolgendo, tappando, arrotolando…
4 – Un vecchio libro.
Cerchiamo in fondo alla libreria, in seconda fila e tiriamo fuori quel vecchio libro grosso come un mattone con la copertina rigida, apriamolo a metà e…
I bibliofili mi perdonino ma ci sarà mai un posto più intrigante per  nascondere orecchini di smeraldi o semplicemente un pezzo da cento che un vecchio trattato di geologia?
5 – Un altro libro… non libro.
Due lastre di poliuretano nero, quello bello spesso, denso… costa una cifra, accontentiamoci di una cosa soft,scaviamole un po’ e farciamole come sandwich.
Per fissare il tutto una fascetta come fosse il premio Strega.
6 – Un libro vero!
Un libro che vi sia piaciuto davvero tanto, che ne so, Murakami, Roth, King…
quello che piace a voi purchè sia sempre un bel mattone che è meglio per accoppiarlo al regalo vero… una bottiglia di vino rosso che costi almeno dieci volte il libro, un chilo di Asiago, un tartufo bianco d’Alba… Leggere a stomaco vuoto non è bello e nemmeno mangiare senza la compagnia di una bella storia.
Legare tutto con un filo rosso d’Arianna.
7 – Basta il pensiero!
Quante volte abbiamo detto – Basta il pensiero! – E poi è proprio del pensiero che quasi sempre ci dimentichiamo. Allora proviamo a racchiudere il significato del nostro regalo avvolgendolo con un filo di parole lungo abbastanza da racchiudere tutto.
Che bello fare regali a Natale! Ancora di più impacchettarli con niente.

Buon Natale!

DESIGN-da-REGALARE

DESIGN DA REGALARE

DESIGN-da-REGALAREAnche per il prossimo Natale propongo qualche idea regalo.
Oggetti di design che ho visto in giro, cose belle e divertenti per budget contenuti.

LAMA  –  forbici di Internoitaliano, design di Alessandro Stabile
Lame fatte di letteralmente di lame!  Belle!

JEWELLERY TREE  – di Menu – albero dei gioielli,  un portagioieilli a forma di albero dove poter riporre anelli, bracciali e collane.  Quando l’albero di Natale funziona tutto l’anno.

PINTABLE  –  di Menu il tavolino da giardino o da spiaggia, leggero e maneggevole.
Lo porti dove vuoi e lo pianti dove vuoi.

BLOW  ME UP –  le solite fantastiche invenzioni di  INGO MAURER.
La luce in barattolo da gonfiare e mettere dove si vuole!

RUBBER VASE  – di Menu , il vaso in silicone indistruttibile che sembra di ceramica.
Per chi non  vuole rompere.

Mi vien già voglia di regalarmeli tutti!

NATALE ARRIVA PRIMA

NATALE ARRIVA PRIMA

NATALE ARRIVA PRIMA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quest’anno pare che Natale lo si voglia anticipare di quindici giorni.
Sembra che la notizia bomba verrà annunciata tra poco.
Ecco allora in fretta e furia come ogni anno qualche ideuzza per regali, gadget e pensierini aziendali.
Magari solo un appunto da tener buono per un’altra occasione…Il gadget per una fiera, un evento…

1 – Tempo. È  tempo di regalare tempo!
Un regalone bello grosso da fare solo a persone speciali. Andate lì e dite – Eccomi qua, che facciamo? –
Un regalo difficile che presuppone che l’altro sia disposto a ricambiare nello stesso istante.
Meglio inviare coupon in tagli da un’ora, un giorno…
Attenzione a non esagerare.

2 – Charity.
Mille cause degne di sostegno…
Anche questo un regalo difficile che ha più a che fare con la testa e il cuore che con il portafogli.
Un promemoria per mantenerci vivi.

3 – Prove d’autore.
Modelli di carta, lampade monouso, giochi, piccole sculture…
Un bel sistema per testare un nuovo prodotto.

4 – Wine and Food.
Sapori inebrianti in forme sorprendenti.
Prelibatezze infilate in confezioni dalle grafiche concettuali.
Monodosi emozionali, boule morbide e trasparenti… geometriche porzioni di pozioni inebrianti.

5 – Oggetti da collezione.
Creazioni artigianali o scemenze creative da ripetere ogni anno con variazioni minime.
Piccoli o grandi oggetti che segnano il passare degli anni, pietre miliari che resteranno lì a imperitura memoria della vostra generosità o meglio… della vostra creatività!

6 – Libri.
Un libro non deve mancare mai.
Commissionato apposta… o scelto in modo un po’ provocatorio.

7 – Arte!
La stampa artigianale disegnata da voi o meglio ancora dal vostro treenne…
Voglio vedere chi avrà il coraggio di criticare.

8 -Scatole!
Di legno, di carta, di plastica, di latta… Modernissima o vintage, quelle dei biscotti di una volta o una cosa lucida dal coperchio affilato come un rasoio. Scatole che lascino fantasticare di regali costosissimi.
Scatole rigorosamente vuote!

9 – Antistress.

Scacciapensieri che ce n’è tanto bisogno, palline antistress morbide e dorate…

10 – Dal web.
Un ebook, uno screensaver, una gif divertente, un’app… creatività, musica, giochi e magari un audiolibro per rendere proficuo il tempo passato in coda in autostrada o per sentire meno la fatica di una corsa.

Idee, solo quattro idee per provare ad essere creativi anche a Natale.
Mi raccomando di aggiungere sempre due righe evitando le frasi fatte.  Si deve sentire che sono parole nostre anche se a scrivere è l’azienda.

Attenzione che quest’anno Natale arriva molto prima!

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Alberi di Natale

albero-di-Natale-2013_634pxNatale è passato e gli alberi di Natale che restano addobbati fino all’Epifania, qualche volta fino a carnevale, con quel loro vestito fuoriposto mi danno sui nervi. Alberi di Natale piccolissimi come “arbre magique” o grandi come campanili, carichi di palle e di luci o monocromi coni minimal restano accesi a far festa quando le feste se ne sono andate da un pezzo. A poche ore dalla fine dell’anno e dall’inizio di tutte le aspettative del mondo gli alberi di Natale ci stanno come  le robe vecchie, ci tengono legati all’anno passato e vien voglia di buttarli di sotto. Ma quelli grandi, gli alberi di Natale nelle piazze dei municipi, nei parcheggi dei centri commerciali e delle grandi aziende, quelli ce li terremo fino a Pasqua, fino a ferragosto, qualcuno resterà lì fischiettando e a fine ottobre dell’anno prossimo gongolerà felice d’aver fregato tutti sul tempo. Quante sono le aziende che gli addobbi natalizi li spengono e basta, troppo lavoro, troppa fatica, troppi costi, si toglie la spina e chilometri di lucine colorate spente si impolverano tutto l’anno.
C’è solo un albero di Natale che mi piacerebbe restasse acceso sempre. A qualche chilometro da casa mia. Un ippocastano, un platano, un olmo, non so, di giorno non lo guardo mai, di certo non è un sempreverde cimiteriale o un pezzo di pineta scivolata a valle. Un albero normale, con le foglie caduche, che fa ombra d’estate e lascia passare la luce d’inverno. Sta nel giardino davanti una conceria che d’estate qualche volta puzza e d’inverno ci regala un albero di Natale bellissimo. Un albero di neve luminosa con le lucine bianche che disegnano il tronco e tutti i rami anche quelli più sottili. Un albero di Natale così mi piacerebbe anche col caldo d’agosto con le foglie che farebbero ombra alle lucine bianche e lo trasformerebbero in un’abat-jour verde.

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Rosso Natale a Vicenza

04_rosso-natale-a-vicenza_634Un rosso colpo di genio per le luminarie natalizie a Vicenza, una realizzazione più sul rosa.
Tralasciando le critiche più sceme che paragonandoci alle metropoli internazionali urlavano al “niente di nuovo” – come se il Natale lo si potesse inventare quest’anno – avendo letto qua e là di una Vicenza tutta rossa  per Natale speravo in un effetto alla Dario Argento. Immaginavo una città davvero punteggiata di rosso con un cuore pulsante rosso fuoco. Ho visto invece lampioni rossi a metà e qualche effetto rosè in un quadro spampanato.
L’idea di provare con le lucine rosse quest’anno poteva veramente farci dire: Oooooohhh!!!! Farci restare a bocca spalancata come bimbi!
Forse bastava esagerare, concentrare di più il gioco.
Certo preferisco questo rosa sbiadito, questo tentativo riuscito a metà che le solite lucine bianche che come bambini aspetteremo di vedere di nuovo l’anno prossimo.