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Altezza, mezza bellezza.

Altezza, mezza bellezza? Può essere, a volte sì, a volte no, di certo l’altezza giusta ha molto a che fare con la comodità.
Mi è capitato, come sarà capitato a te, di pranzare e di lavorare seduto a tavoli di ogni genere, e spesso ho provato sensazioni piacevoli o sgradevoli dovute all’altezza del tavolo, molto più che all’altezza delle sedie che comunque è sempre intorno ai 45 cm. L’altezza di un tavolo, se sbagliata di due o tre centimetri, si sente subito e dà fastidio.
Secondo te quanto dovrebbe essere alto un tavolo per funzionare? Per mangiare, per scrivere, per leggere il giornale… per qualsiasi cosa?
Prova a misurare l’altezza dei tavoli che hai a portata di mano così da farti un’idea di quanto dovrebbe essere alto un tavolo ideale.
Qual’è l’altezza del tavolo che ritieni più comodo? 70, 72, 74, 76 o 78 cm?
Fammi sapere, scrivimi nei commenti.
Se sei alle prese con un progetto di design
e ti va di confrontarti, chiamami.

semplificare è un atto di coraggio

Semplificare, semplificare, semplificare.
Come ci ricorda John Maeda.
Dovessi scegliere uno slogan sarebbe questo.
Togliere, non aggiungere: ogni parola o dettaglio in meno valorizza ciò che resta. La semplicità è scelta, rinuncia e coraggio. In un mondo sovraccarico lasciamo spazio: facciamo vedere davvero le nostre idee.
Sei d’accordo? Anche per te semplificare richiede coraggio?
Scrivimi nei commenti.

Un vuoto pieno di emozioni

Cosa meglio di un grande spazio vuoto per mettere in scena le emozioni del tuo brand?
Disegna sul pavimento la tua geometria, un cerchio, un rettangolo stretto e lungo, un ovale, il triangolo no, è ‘na rogna, lascialo perdere, una spezzata, magari non troppo complicata. Ecco, ora che hai il tuo perimetro dalla forma riconoscibile tira su le pareti più alte che puoi. Pareti opache che evidenziano le porte segnate da tagli verticali. Oppure pareti semitrasparenti che mostrano, nascondono e disorientano.
Ora trova il modo di non metterci nient’altro, oppure fa sparire tutto quello che ti serve con qualche magia, se vuoi la troviamo insieme. 
Chi entra vive subito l’impatto con il vuoto, il tuo spazio che sale fino al cielo e le emozioni, i messaggi, le parole, le immagini, i profumi, i suoni che raccontano il tuo mondo. Gioca con la luce, crea nuvole morbide, lame taglienti, atmosfere ovattate, esperienze psichedeliche, abbagliamenti e buio.
Proietta grandi animazioni a tutta parete o punteggia di piccoli monitor il pavimento 
Crea un luogo iper minimal o moltiplica all’infinito la decorazione
Fallo tutto rosso punteggiato d’oro
Isola e crea valore
Gioca con il vento che spazza superfici di cemento
Riempi tutto di silenzio in bilico sulla trasgressione 
Costringi ogni visitatore ad innescare trasformazioni incontrollabili
Fagli modificare lo spazio, il ritmo del tempo, la forma della luce
Fa che debba bagnarsi i piedi per ammirare i tuoi tesori
Ora hai una geometria che pulsa, una caverna, un pezzo di cielo, di prato, una piazza, il lembo di una spiaggia…
Il tuo luogo perfetto per mostrare e mostrarti.

Il progetto del tuo spazio commerciale, del tuo showroom, del tuo stand… ha a che fare con le emozioni almeno quanto con una corretta distribuzione degli spazi, con la definizione delle funzioni, con la scelta dei materiali e delle tecnologie, con l’attenzione all’equilibrio economico…
Se vuoi parlarne scrivimi o chiamami.

Gli spazi per mostrarsi

Tutti gli spazi espositivi giocano la partita doppia del mostrare e del mostrarsi.
È come in Teatro dove gli attori mostrano l’azione scenica, raccontano la storia, e il pubblico oltre a seguire lo spettacolo lo centuplica mostrandosi ed agendo in modo più o meno spettacolare a sua volta.
Nei moderni spazi commerciali, da quelli destinati alla vendita, ipermercati e boutique, agli stand fieristici e agli showroom aziendali, se il progetto è corretto ogni attore ha lo spazio scenico giusto. Il bancone di vendita divide lo spazio del venditore da quello dell’acquirente, il salotto li mette vicini, gli schermi digitali moltiplicano all’infinito le possibilità di interazione. Le merci possono mostrarsi più o meno scintillanti seguendo il proprio mood.
Cosa fondamentale è che il gioco sia voluto consapevolmente. Poi vabbè, a volte le magie capitano anche per caso, allora ben vengano, impariamo a replicarle. Se invece sbagliamo, analizziamo e rivoltiamo la frittata inventando uno spettacolo nuovo.
Gli spazi della vendita, quelli dove mettiamo in scena il brand sono talmente codificati e ripetitivi che diventano luoghi perfetti per inventare e stupire. Basta poco per creare momenti conviviali, di vicinanza, di sorpresa, interessanti attimi di smarrimento, lasciando spazio al racconto, al gioco, alla rappresentazione dell’azienda e alla presentazione del prodotto in modi non banali. Poi anche il solito modo può andare bene se affrontato con un progetto che dedichi attenzione ai dettagli.
L’errore è non pensarci, dare le cose per scontate e non provarci nemmeno.

Voilà le stand de voile

Se partecipi a una delle grandi Fiere Internazionali o stai creando un evento aziendale importante fatti notare con uno stand di voile tagliato su misura. Un nucleo duro di servizio e di sicurezza, un nocciolo geometrico intorno al quale mettere in scena l’azienda e il prodotto.
Non servono superfici infinite quanto magari un po’ di altezza.
Una struttura sospesa, un reticolo di travi leggere per disegnare forme pure o inventare sinusoidali labirintiche di leggerissimo chiffon, di tende teatrali di diversa consistenza, veli, reti, fili… materiali naturali o sintetici, sempre ignifughi, dai mille effetti. Intorno a queste trasparenze far giocare le ombre e le luci, riflessi di specchi, videoproiezioni o grandi ledwall.
Mostrare e non mostrare, trasformare il più classico dei giochi erotici in una magia collettiva, in  percorsi boschivi dove ogni tanto il sole penetra qua e là facendo brillare tesori nascosti.
Lunghissimi silenzi rotti da suoni ancestrali, percussioni acute e profonde, cascate e vento, cicale, sussurri e grida. 
Sentori d’erba e di mare. 
Evanescenze color pastello e corpi morbidi dai profili mutevoli, segni duri, piccole vetrine in sequenze ritmate e improvvise seducenti aperture.
Mescolando solo i tuoi ingredienti puoi realizzare lo stand che più identifica la tua azienda.
Fatti guardare.

Fa stridere qualcosa

Dare rilevanza al proprio marchio e ai propri prodotti è un lavoro semplice che però nasconde complessità, equilibrio, senso dello spazio e un infinito allenamento a trarre il massimo da azioni minime. 
● usa il nulla

la pagina vuota, il muro bianco, un pezzo di cielo… dagli una forma insolita e lascia che sia il vuoto a dominare.
● abbandona il centro
spostati a lavorare sui margini, usa gli spigoli, gli orli…  
● fa stridere qualcosa
uno scarabocchio, una parola che non c’entra niente, una macchia, il taglio di una forbice
● che bello
se tutto è levigato, bello, ricco, curato, perfetto… forse non c’è nulla che funziona
● il bianco e il nero
i contrasti aiutano ma farli stare in piedi certe volte fa diventare matti
● va controcorrente
inventa cose che ai più sembrano folli ma che tutti vorrebbero 
● gioca con il caso
non fare che se ne accorga, muoviti piano come un gatto, lavora fino a quando qualcosa succede  
● sottolinea i difetti
evidenzia le cicatrici, metti in risalto gli errori, rendi preziosi i rammendi
● non usare parole consumate
amore, moda, lusso, design, bellezza, tradizione, artigianalità, intramontabile, essenziale, esclusivo… poi, quando ti scappano, sorridi.
Se ti riconosci in queste righe storte,
iniziamo da lì.
Scrivimi.

VALORI AZIENDALI, slogan o pratiche quotidiane?

I “valori” sono dappertutto.
Ovunque si parla di sostenibilità, ecologia, parità di genere, inclusione, trasparenza, onestà, correttezza, qualità, risparmio, equità… Sono tutte parole centrali nella comunicazione, nel marketing e nel design.
I valori rappresentano il cuore dell’identità di un brand e definiscono il suo scopo oltre il profitto.Oggi, sempre di più, sono fondamentali per costruire relazioni significative con il pubblico.

Bello!
Ma i “valori” bisogna viverli altrimenti non servono.

Spesso i “valori” proclamati da tante aziende sono più un esercizio di “maquillage” che un riflesso autentico della loro cultura e delle loro azioni. Questo fenomeno si verifica quando i valori vengono utilizzati come slogan o strumenti di marketing ma non fanno parte davvero delle pratiche aziendali.

Non è un gioco, occorre concretezza e misurabilità altrimenti si rischia la reputazione.
Oggi i consumatori, grazie ai social e agli strumenti digitali, sono sempre più attenti e pronti a farla pagare cara.

Come evitare che i valori siano solo una “coperta troppo corta”?

Coerenza
I valori devono essere integrati in tutte le decisioni aziendali, dalle politiche interne alle strategie di mercato.

Trasparenza
Comunicare non solo i successi, ma anche le sfide, i limiti e nel caso anche gli errori fatti nel lavoro quotidiano per affermarli.

Impegno a lungo termine
Mostrare una continuità negli sforzi, piuttosto che lanciare iniziative occasionali.

Autenticità
I valori devono rispecchiare davvero la cultura aziendale, non solo ciò che i consumatori vogliono sentirsi dire.

Consapevolezza
che affermare i propri valori ha un costo.

Originalità
Essere un po’ unici anche in quello che ci piace sostenere.

In definitiva, i valori possono essere una leva potente nel marketing e nella comunicazione pubblicitaria, ma solo quando sono supportati da azioni reali. Diversamente, rischiano di diventare un boomerang.

Inizia a parlare dei tuoi valori in modo chiaro.
Se vuoi possiamo scrivere insieme la Carta dei Valori della tua Azienda e magari lavorare per renderla concreta. 

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