STILL-LIFE, FOTOGRAFARE GLI OGGETTI

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Quando scattiamo still-life e scegliamo il pezzo che rappresenti meglio il nostro brand in una campagna di comunicazione, ci siamo mai posti le domande:
– Gli oggetti sono tutti fotogenici allo stesso modo? –
– Qual’è il nostro oggetto, o la tipologia di oggetti che funziona meglio davanti alla macchina fotografica? –

Una persona può sembrarci bella o brutta, addirittura spesso abbiamo la presunzione di definirla bella o brutta e stop!
Cercando un modello o una modella per le nostre foto scegliamo tutti più o meno gli stessi tipi.
E per gli oggetti?
In base a cosa li scegliamo?
Non é che ogni oggetto venga bene allo stesso modo.
Per ogni categoria commerciale ci sono prodotti che fanno sempre la loro porca figura e altri che faticano a mostrare il loro lato migliore.
Un po’ di esempi per capirci.

Arredamento.
Una sedia, una poltroncina, uno sgabello verranno sempre benone, un armadio a sei ante al confronto non dará mai le stesse soddisfazioni.

Gioielleria.
Gli anelli  sono sempre delle star, anche quelli brutti, gli orecchini sono bellissimi quando incorniciano un bel viso, tolti dai lobi e appoggiati su di un piano… tocca fare i salti mortali.

Abbigliamento.
Con le scarpe e gli accessori in genere andiamo sul sicuro… A dover fotografare solo pantaloni il lavoro diventa sicuramente più complicato.

Cartoleria.
Una penna per banale che sia avrà sempre modo di stupirci… un quaderno… decisamente meno.

Attrezzatura per la cucina.
Posate, mestoli e coltellacci saranno personaggi intriganti per le foto dei nostri cataloghi. Anche i bicchieri hanno un’anima glamour!  Le pentole invece potrebbero darci da pensare.

Profumeria.
Boccette e boccettine, pennelli, rossetti, creme dalle confezioni intriganti… Ecco un settore dove sembra tutto facile…

Ecco! Ma cosa rende gli oggetti fotogenici?
Vediamo.
Le dimensioni e la compattezza.
Un oggetto piccolo e compatto permette d’essere fotografato da diversi punti di vista rimandando in genere immagini interessanti.
Una certa semplicità.
Un oggetto semplice (ma non troppo) con contenuti estetici immediatamente percepibili consentirà al fotografo di far leva su questi evidenziandoli.
Materiali omogenei.
Le superfici omogenee mettono in risalto le forme ed aiutano la luce a disegnarne l’immagine.

Se non siamo obbligati a descrivere ogni singolo pezzo in modo troppo didascalico possiamo giocare con i dettagli più interessanti, magari ingrandendo i nostri still-life a dismisura o inventando prospettive inusuali. Alla fine accosteremo immagini dal grande impatto emozionale a quelle descrittive.
Certo che poi la comunicazione è fatta di tanto altro… luce, suoni, movimento, grafica, testi, carta, idee…
Soprattutto idee! Come ogni cosa del resto.