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Rivediamo il campionario

Una frase da brividi!
Non importa se si tratta di togliere o mettere nel nuovo catalogo liquori, gioielli, sedie, bulloni, lampade, appendini o sciarpe… Qualsiasi sia l’attività la cosa prende quasi sempre una brutta piega, i toni diventano spesso drammatici e per me, che in genere ho l’ingrato compito di fare ordine, in breve, di tentare la riduzione dei pezzi, la sensazione di sentirmi come un criminale che chiede ai malcapitati di sopprimere i figli.

– Come?! Devo togliere questo che è in campionario da vent’anni?
– Guarda che non sembra ma fa ancora dei numeri.
– Magari tutta questa linea ti sembra vecchia ma se guardi le statistiche di vendita…

Mille argomentazioni, giuste e sbagliate ma quasi sempre a senso unico.
Aggiungi quello che vuoi ma per togliere… poi vediamo, controlliamo, chiediamo agli agenti… e alla fine… per ora è meglio se lasciamo.

Ridisegnare il campionario è una delle azioni più creative che si possano fare.
Ma ci vuole una visione globale.
Serve a focalizzare il progetto del futuro aziendale tenendo conto del passato.
Tirar fuori i pezzi storici di collezioni evocative ed intorno a loro far coagulare le idee, iniziare a dipanare storie, sovrapporre immagini che a prima vista non dicono niente e dar vita a nuovi progetti come tasselli di un nuovo ordine.

Mettere mano al campionario spesso è un lavoro lungo e complesso.
Significa porsi domande, mettere in gioco certezze.
Organizzare e dare visibilità.
Immaginare l’esposizione, le vetrine, le infinite narrazioni evocative, tecniche, emozionali di cui è fatta la vendita.
Semplifichiamo, diamo spazio, facciamo respirare e diamo la giusta importanza ai nostri prodotti.

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