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LA-FORMA-PERFETTA

LA FORMA PERFETTA

LA-FORMA-PERFETTA
La forma perfetta è invisibile finchè non cambi occhiali.

Capita che mi stia davanti agli occhi per mesi e non riesca a vederla. Come un uovo, bella e semplice come una palla.
Non devo fare niente, solo prenderla e chiamarla con un altro nome. Come fece Duchamp con il famoso orinatoio.
Di colpo due immagini lontane anni luce si avvicinano, si scontrano e dentro la testa si accende una luce nuova che proietta i suoi bagliori tutto attorno. Così una ruota di bicicletta diventa una lampada, un fiore diventa una sedia e un sasso tutto quello che voglio.
É semplice. Basta essere giovani e vecchi allo stesso tempo. Energia, fantasia e creatività si devono coagulare attorno ad un nocciolo di esperienze e farlo esplodere.
É come mettersi degli occhiali dalle lenti polarizzate, si vede tutto in un’altra luce.
Cosa fare?
Allenarsi! Come per qualsiasi cosa. Come per correre, disegnare, cantare, ballare… guardare, vedere… e imparare a far accadere le cose.

Nell’immagine – Jeff KOONS  Balloon Dog (Pink), scultura

ancora-sul-design-del-prodotto

ancora sul design del prodotto

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Quanti sono i verbi del design?
Quante parole bisogna usare per descrivere tutte le fasi di un progetto?
Passo quasi sempre almeno metá della mia infinita giornata disegnando oggetti che poi qualche azienda produrrá. Faccio product design da quando alla fine della quarta liceo mi hanno chiesto di disegnare le “catenine”, e dopo poco una bella cuccia per cani. Mi ricordo ancora che era una grande cuccia doppia, quasi un lavoro d’architettura.
Non mi é mai piaciuta la parola  “prodotto”.
Sono tavoli, sedie, mobili, lampade, piatti, borse, giocattoli, gioielli, bracciali, orecchini, anelli… Cucce per cani…
Non prodotti.
Quintali di scarabocchi su carte d’ogni genere… Curve, sempre le stesse, sempre diverse, angoli aguzzi che non vorrá mai nessuno. Giornate, settimane a ripetere la stessa forma in mille varianti diversissime che sembrano tutte uguali. Tagliare, accorciare, specchiare, ripetere, ripetere, ripetere… soprattutto ripetere e poi ruotare, allungare, schiacciare, scalare, ridurre, deformare, unire, moltiplicare, ordinare, allineare, disordinare, sparpagliare. Verificare che funzioni, che sia producibile in qualche modo senza spendere una follia. E ricominciare dalla stessa forma, cambiarla, buttarla via, inventarne una nuova, non dal nulla… C’è sempre un mondo di pezzi belli e brutti che le imprese hanno giá realizzato. Sarebbe stupido e presuntuoso non tenerne conto.
Guardare, prendere nota, catalogare, togliere, aggiungere… approfondire con il cliente le caratteristiche del mercato, ridisegnare ancora…
Solo raramente bastano tre righe e tutto prende forma…