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scrivere con carattere

Quando scriviamo ci concentriamo sui contenuti, su quello che vogliamo dire. Quasi simultaneamente cominciamo a dar forma al nostro testo.

Forma, intendo proprio forma.
Un bel blocco di sette o otto righe compatte con una lunga descrizione. Un testo tutto seghettato con frasi brevi che vanno subito a capo per riportare un dialogo veloce o un elenco di idee flash. Un grassetto magari tutto maiuscolo per una citazione importante.

Il testo si fa leggere in prima battuta dagli occhi e ci parla già,  senza bisogno di farsi comprendere. Va da sé che un testo può essere brutto o bellissimo, può attrarre o respingere, può essere frivolo o serio e tutto ciò per come abbiamo sistemato le parole. Possiamo farle fluire o interromperle continuamente, ritmarle, lasciare righe semivuote o riempire le nostre pagine minuziosamente.

Evitiamo come la peste le vedove e le orfane.
Si chiamano così la prima e l’ultima riga di un paragrafo abbandonate all’inizio e alla fine delle pagine, separandole dal loro paragrafo. Fatto questo possiamo comporre il nostro testo “quasi” come vogliamo.
È un peccato che nel web vedove e orfane abbondino. Tutto deve essere responsive e i testi si adattano in un lampo ai dispositivi che usiamo fregandosene dell’estetica.

Prima di stampare o pubblicare sul web tocca la scelta più importante.
Decidere il carattere, il font.
“Carattere” dice già tutto. È il font che dá davvero carattere ai nostri testi. Scegliere lettere disegnate in modo semplice e lineare come i “bastoni” mostra un certo carattere, scegliere lettere aggraziate ne mostra un altro, prendere uno degli infiniti font di fantasia mostra altri caratteri ancora.
Ci sono molte migliaia di font a cui attingere per dare carattere ai nostri testi ma in realtà quelli che funzionano davvero sono molti di meno.

Un consiglio semplice, semplice al limite del banale.
Non usate font strani.
Mille volte meglio sembrare privi di fantasia che comporre una pagina inguardabile o illeggibile.
Certi padri nobili della grafica mi hanno accusato di usare troppo l’Helvetica Extralight. Hanno ragione! Amo l’iPhone solo perché Paul Ive, il capo dei designer di Apple ha scelto l’Helvetica Extralight per rilanciare il melafonino. Ma hanno ragione. L’extralight è davvero troppo sottile e qualche volta non si legge proprio. A malincuore meglio il più leggibile light anche se meno bello.

Mi piacciono i caratteri storici che sono passati direttamente dal piombo al web, come i Bodoni, i Garamond, i Times, I Futura… e poco altro.
Tutta roba che si fa leggere.

Scegliamo font che ci piacciono e che siano facili da gestire.
Gruppi di font completi di Bold, Italic, Condensed, Outline, Light e di quel po’ di extra che serve sempre. Scegliamo i nostri “Bastoni” e le nostre “Grazie” e prima di cambiare con qualcos’altro pensiamoci.

Prendiamo i caratteri di fantasia solo quando servono. 
Ce ne sono di splendidi per i “titoli”, per i “capolettera”, per la “grafica”.
Il resto è solo fantasia. La nostra.
Roba da maneggiare con attenzione.

Helvetica Neue, il nuovo font di iphone

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Chi non ama gli Helvetica Neue, il nuovo font di iphone?!
Helvetica Neue è la scelta più sbagliata possibile per un carattere destinato agli schermi di uno smartphone. Troppo esile! Difficile da leggere! E allora? Alla Apple sono ammattiti? Sono davvero felice che il responsabile del design Apple, Sir Jonathan Paul “Jony” Ive… un mago del design moderno, abbia deciso che il “carattere” per una volta fosse più importante della mera usabilità! Pazienza se qualche volta non si vede un fico secco!
Un po’ di storia tanto per intenderci che non parliamo di fuffa!
Il carattere della nuova grafica dell’ios7, l’Helvetica Neue, nasce dalla grande famiglia dei font Helvetica creati nel 1957 da Max Miedinger per le fonderie Haas.
Caratteri resi famosi da Massimo Vignelli nell’89 per la segnaletica di New York e qualche anno prima nel 1984 per essere stati introdotti tra i font di sistema del Machintosh.
Se i caratteri tipografici sono il cuore della grafica, gli Helvetica sono la grafica.
Eleganti, perfetti in tutte le versioni dalle light alle bold.
A me ricordano i tempi dei Letraset, i trasferibili da comporre a mano sui fogli di lucido! Nostalgia canaglia… dei Letraset riparleremo.
Troppo sottili i caratteri usati per gli schermi di iphone?! Forse, tant’è che si è già corsi ai ripari con una versione meno light. Nulla toglie alla bellezza del caratterere anche se la luminosità dello schermo certo “brucia” e rende più difficile la lettura dei caratteri troppo sottili.
Troppo sottili?! Ecchissenefrega! Gli Helvetica Neue Sono bellissimi!

Grafica e lettering tridimensionale

Se si parla di grafica pensiamo automaticamente allo spazio bidimensionale. Alla composizione di immagini fotografiche, disegni e caratteri tipografici messi insieme in mille modi. E’ meno immediato pensare alla grafica in termini tridimensionali, a meno che il progetto non riguardi insegne stradali, totem, grandi insegne luminose, normalmente il nostro esercizio si limita alla superficie del foglio stampato. Per questo è davvero interessante il percorso circolare che lo studio di grafica spagnolo Lo Siento imprime a molti dei propri progetti. Una ricerca tridimensionale del lettering costruita intorno a microsculture a volte impensabili che attraverso la fotografia ritorna all’immagine bidimensionale. Un esercizio che invoglia all’uso dei materiali più strani e ci indica la strada verso esercizi spericolati.
www.losiento.net/lettering 

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