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scrivo per passione e per lavoro

Scrivo per lavoro.
Per aziende molto diverse tra loro: produttori di gioielleria, aziende agricole, produttori e rivenditori di mobili e oggetti d’arredamento, concerie e aziende che lavorano il ferro e materie plastiche. Scrivo per chi sa inventare la luce e per tutti quelli che han voglia di accendere i sogni.

Scrivo delle persone che si mettono in gioco, inventano, investono, lavorano, producono, vendono, creano relazioni e ricchezza. Scrivo delle tecniche di produzione, di quello che san fare le mani, le macchine, delle qualità dei materiali, dell’aria e della terra. Scrivo della fantasia, della creatività, dell’impegno, dell’abnegazione, delle difficoltà e della ricchezza, della fatica e delle soddisfazioni. Scrivo di numeri e di chi sa far quadrare i conti. Scrivo storie di famiglie e storie d’amore. Storie di gran colpi di culo e di sfiga nera. Scrivo di passioni e di emozioni, di sapori e profumi intensi, di forme sensuali, di paesaggi e colori. Scrivo di sport, di allenamenti e di belle sconfitte. Di corse lunghe e di silenzi. Scrivo i racconti dei clienti e delle fantasie che mi ispirano le fabbriche, le fiere, le notti, del bagliore del fuoco e della trasparenza del ghiaccio. 

Scrivere lascia molto più spazio alla fantasia di quanto non faccia una fotografia, eppure la scrittura sa essere infinitamente più puntuale e precisa quando serve. Sa emozionare e scuotere toccando i tasti giusti. Fa pensare, fa piangere e ridere esattamente su ciò che noi vogliamo. 

La scrittura deve essere semplice ma non banale.

Scrivo per il catalogo da stampare e per il web, un occhio alla grafica e l’altro alla SEO. Scrivo per la didascalia a corredo di un’immagine, per raccontare la storia lunga più di un secolo e l’evento di una sera. Scrivo per blog, newsletter e per Instagram, Facebook, LinkedIn e Twitter. Scrivo per ridere e per celebrare una ricorrenza importante con la monografia aziendale. 

Un testo può essere lungo e scorrere veloce, leggero, pungente… farci sorridere o incazzare ma alla fine deve lasciarci con la voglia di continuare.

Mi piace far sentire la voce e dare spessore alle idee di chi lavora.

qualcosa di vero

Raccontare con efficacia l’azienda e i suoi progetti vuol dire essere credibili, veri.
Le parole devono mostrare le forme, sottolineare le fotografie, rendere chiari i percorsi progettuali.
La sedia sinuosa, la collana trasformista, la mantella luminescente, la bottiglia leggera…  Storie di idee, di persone, di materiali, di scarabocchi e soprattutto… di tentativi inutili, di sbagli, di casualità.
Per raccontare la storia di un’azienda, lo sviluppo di un’idea che diventa progetto e si materializza in qualcosa che si può toccare bisogna cercare parole vere, mostrarci per quello che siamo.
Facciamola finita con le frasi fatte, con le parole che a furia di essere ripetute non vogliono dire più niente, parole e frasi che si sgonfiano come vecchi palloncini.
I nostri prodotti esclusivi… flop
Dal lontano 1995 abbiamo sempre cercato… flop
Lavoriamo da sempre con passione… flop!
La ricerca del mood… flop!
L’essenza del design… flop!
Non si tratta di scrivere o parlare in modo più o meno semplice.
Per  raccontare i progetti bisogna avere il coraggio della verità, di raccontare le mani sporche e i tentativi sbagliati, i materiali rovinati, i confronti duri, le liti, gli amori, i tradimenti.
Bisogna cercare parole vere, che funzionino come macchine emozionanti, ma attenzione è un attimo e… flop!
La retorica a buon mercato ci aspetta tutti, esserne consapevoli è un buon punto di partenza.

Vi prego. Qualcosa in più della solita retorica, della solità banalità, della solita chiacchiera. Qualcosa di vero.
(Fabrizio Caramagna)

Scrivi al tuo pubblico

Oggi sembra che tutto sia solo immagine, video, foto, grafica… Sì certo, un’immagine o un video spesso raccontano la tua attività molto più di quanto non facciano mille parole, ma non è sempre così. Immagini e parole insieme riescono a dare il meglio. Trova le immagini e le parole giuste per comunicare con più efficacia… anche tralasciando le sacre regole della SEO.

La parola scritta ti permette di essere più chiaro e non dà adito a fraintendimenti.

Sito internet, social, presentazioni, materiali di sostegno alla vendita hanno bisogno di immagini e di parole per raccontare storie, dare emozioni, insegnare tecniche, istruire sui comportamenti, approfondire pensieri, incitare a raggiungere obiettivi, spiegare strategie…

Fa crescere il tuo marchio scegliendo testi che abbiano la stessa qualità delle immagini che usi.

Sii chiaro quando hai bisogno di spiegare.

Emoziona il tuo pubblico toccando le corde più calde del tuo marchio.

Racconta la tua attività mescolando tutto quello che serve in modo semplice e immediato.

Stupisci per farti ricordare.

Scrivi con tono sobrio e linguaggio forbito se il tuo pubblico vuole essere riconosciuto come colto ed elegante.

Usa linguaggi diversi per situazioni e contesti diversi, urla se necessario, prova a far ridere, stupisci, turba, scuoti… quando il tuo marchio si rivolge ad un pubblico speciale o semplicemente c’è la necessità di attirare l’attenzione.

Sii asciutto e ricco di contenuti.

Ad ogni azienda, ad ogni pubblico il suo linguaggio e il suo tono.

Usa un linguaggio semplice e personale, non banale, possibilmente conciso e che si attagli bene al tuo lavoro, alla tua impresa.

Racconta quello che credi davvero. Non prendere a prestito ideali e storie di altri solo perché vanno di moda.

Ho scritto e scrivo per aziende molto diverse tra loro: produttori di gioielleria, aziende agricole, produttori e rivenditori di mobili e oggetti di arredamento, concerie e aziende che lavorano il ferro e la plastica, Enti che offrono servizi…

Abbiamo tutti bisogno di raccontarci.
Facciamolo bene.

Scrivere il profilo aziendale

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Il Profilo Aziendale o il Company Profile, come volete, è quella mezza pagina dove scriviamo sempre le stesse cose.
Una volta stava a pagina cinque della brochure cartonata, poi si è moltiplicata sui pieghevoli e sulle cartoline ed è esplosa sulle home dei siti di quasi tutte le aziende.

Nonno Evaristo nel lontano 1895 aprì bottega in un sottoscala di via Dei Cardatori a…
Niente male eh?! In una riga avremmo risposto a piú della metá delle famose “five W’s” come in un film americano.
Invece spesso iniziamo a scrivere… “Siamo un’azienda moderna, giovane e dinamica, integrata, dalla solida struttura manageriale, leader indiscussa nella creazione, produzione e distribuzione di baratelle e tirapacchi sia maschili che femminili…” E  continuiamo “…la soddisfazione del cliente sta alla base della nostra filosofia aziendale…” Insomma ci incensiamo e tiriamo a lucido senza dire le cose essenziali, senza presentarci davvero.

In pochi abbiamo il coraggio di metterci la faccia nonostante ovunque dilaghino i selfie e di sequestri di persona, per fortuna, non si senta più parlare.
In pochi abbiamo il coraggio di dire… Eccomi qua! Son mi el paròn! E mostrare con la faccia quel po’ di carattere che ha fatto l’impresa. Una faccia sorridente o arcigna, ironica o seriosa col telefono in mano… Una faccia che dica qualcosa!

Proviamo a tirar fuori cose non banali… Con una faccia che se piove e tira vento o ci sono quaranta gradi come oggi e l’aria condizionata é andata a ramengo é comunque la faccia di uno che racconta la sua storia. Di quando, dove, come e perché… Certo! Ma anche di tante altre cose… Che corriamo all’alba lungo il fiume (lasciate perdere che son fissato!) o che daremmo un anno di vita per cambiare tutto. Raccontiamo dei mille successi ma soprattutto di quell’unica sconfitta che poi conta piú di tutto.

Usiamo un linguaggio diretto, semplice, raccontiamo un aneddoto, rifacciamoci a una canzone, a un film , un libro… Parliamo dei mille prodotti bellissimi, importanti, dei brevetti e degli attestati, ma più di tutto raccontiamo di quel sogno che ancora teniamo nel cassetto e che sará una sorpresa, un regalo…
E sicuro… la moglie, il marito, i figli…. La famiglia… ma che non sia per forza mulino bianco.

Perchè non raccontare che é iniziato tutto con un gran colpo di fortuna, per un’intuizione geniale… e poi la fatica di un milione di notti in bianco quasi a doverseli far perdonare.

Scriviamo il Profilo Aziendale come un racconto vero, che ci renda credibili e faccia venir voglia di incontrarci.