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TUTTO o NIENTE, il lusso è sempre esagerato

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Il lusso non è mai una minestra tiepida.
Il lusso è sempre esagerato.
È TUTTO o NIENTE.
Quadri immensi in enormi stanze vuote.
Doppie pagine bianche su Vogue.
Poltrone d’oro in file da mille.
Silenzi.
Processioni colorate.
Intrecci di lana, fili d’acciaio e diamanti.
Tavoli per dodici sottili come fogli di carta.
Catene pesanti e lucide.
Texture di vetri incisi da simboli ancestrali.
Urla nere nel nulla.
Cappotti leggeri come respiri.
T–shirt incrostate di fantasia.
Sedie ancora più superleggere.
Finte scomode red and blue.
Zig zag.
Infinite linee diritte.
Inutili orologi invisibili.
Giacche decorate dalle insegne di tutti i padri della terra.
Yin e yang.
Tuniche tessute da luci riflesse.
Nudità apparenti.
Cataloghi di ossimori infinitamente vuoti.
Semplicità ostentate.
Complicatissime mura bianche.
Tinte piatte a metri senza un poro, una fessa, un cavillo.
Fili ritorti in volute elastiche.
Metalli tessuti.
Simboli vuoti senza prezzo.
Corse in montagna il martedì pomeriggio.

Respirare.

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I COLORI DEL LUSSO

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Cos’è il lusso e quali sono i suoi colori?
Il lusso é eccellenza nella qualità, é esclusività, é sogno.
Il lusso é esagerazione o equilibrio? Eleganza rarefatta o creatività sfrenata?
É ridondanza o essenzialità?
É apertura al gusto internazionale o ricerca delle tradizioni locali?!
Non c’è un lusso soltanto, ce ne sono tanti che rispecchiano culture diverse…

Date le premesse avremo un’infinitá di colori del lusso:

L’oro, l’argento, il bronzo. 
Colori metallici opachi o lucidi, da sempre simbolo di ricchezza, costosi, difficili da usare e sempre in bilico tra meraviglia e paccottiglia.

Bianco e Nero.
Essenzialità, pulizia, rigore. Archetipi del lusso che disgraziatamente si portano dietro un po’ di rogne. Troppo austeri e altezzosi, tendono ad escludere ogni altro colore e pretendono tutta la scena. Non bastasse, oltre a rappresentare il l’apice del lusso, incarnano per definizione moda e design, termini che si rapportano al lusso in una complessa relazione di amore/odio.
Il rosso.
Quello assoluto. Quello che ruba il nome ai brand che si azzardano a vestirsene. Passione, eleganza, trasgressione, arroganza.
Rosso, bianco e nero, eccellenze della comunicazione, simboli di infiniti significati.

Il viola.

Il colore dell’ambivalenza, della passione carnale e della contemplazione. Colore degli estremi, dell’esagerazione, del lusso osato. L’equilibrio perfetto tra rosso e blu che si stempera
dall’indaco al pervinca, dal lilla al fucsia… al melanzana, all’ametista, alla lavanda…

Le tinte pastello e quelle indefinibili.
Rosa, azzurro, grigio, sopra a tutti, e poi l’infinita gamma di tinte polverose… verde salvia, blu petrolio, azzurro carta da zucchero, rosa cipria, panna, burro, biscotto, terra di Siena bruciata, grigio topo e canna di fucile, paglierino, ceruleo, senape e zafferano, verde bottiglia, vinaccia…

Ogni colore può interpretare il lusso se imbrigliato in un preciso codice d’uso, se supportato da superfici materiche, carte goffrate, tessuti irregolari, legni striati, pietre porose e marmi compatti…

Ogni colore può trovar spazio in un progetto del lusso.

 

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Comunicare il lusso

 

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Appunti su come comunicare il lusso mentre le grandi Maison della moda affollano gli spazi della comunicazione di massa come le griffe dei grandi magazzini.

Volevo scrivere sui tempi del lusso, lo paragonavo al tempo lento di una giornata di pioggia passata a leggere un buon libro davanti al caminetto acceso.
Invece poi ne è uscita una cosa troppo lunga e complicata.
Ci tornerò.
Nel frattempo condivido questi appunti e qualche breve riflessione su come comunicare il lusso.

1 –  Vendiamo a qualcuno prima di vendere qualcosa.
Per comunicare il lusso è importante capire chi è il nostro pubblico.

2 –  Non esiste un solo lusso.
Ogni lusso merita una strategia  di comunicazione.

3 –  Comunichiamo, non facciamo pubblicità
Raccontiamo il brand al nostro pubblico. Come produciamo, chi siamo, che valori abbiamo.

4 – Il negozio è il centro della comunicazione del brand.
La vetrina, le luci, i materiali, il profumo, la musica o il silenzio, il personale di vendita rappresentano il marchio.

5 – Internet è uno spazio adatto al lusso?
E’ possibile comunicare il lusso con strumenti che si rivolgono alla massa?
Per internet come per la TV vale la regola che ogni lusso ha un suo linguaggio.

6 – Chi ha detto che non si può comunicare il lusso sui social network?
Il lusso è per pochi ma per ritenersi tale deve essere desiderato da tanti.
Sappiamo che il lusso si può comunicare sui social visto che tante grandi marche lo fanno bene.

7 – Il lusso come la bellezza è fatto di estremismi.
Comunicare le minestrine riscaldate non entusiasma nessuno!

8 – Il lusso va oltre il prodotto.
E’ importante comunicare servizi e privilegi.

9 – Ogni popolo, ogni nazione possiede un proprio lusso.
Ogni popolo, ogni nazione usa parole e immagini diverse per comunicare il lusso.

10 – Scrivere del lusso significa raccontare il prodotto e il brand.
Un uso smodato di aggettivi superlativi sconfina nel ridicolo.

Per comunicare il lusso useremo un linguaggio semplice e concreto capace di emozionare per la ricchezza dei contenuti non per le urla stridule delle vestali del kitsch in TV.