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i luoghi del lavoro

Diciamocelo gli spazi del lavoro per lo più, quando va bene, sono progettati perchè siano funzionali all’attività che dovranno contenere. Raramente ci si pone quesiti d’ordine estetico ed emozionale. 
Niente di più sbagliato.
In primo luogo perchè non avere una visione estetica significa non avere nessuna visione. Quasi sempre vuol dire non porsi nessun tipo di domanda o porsela male, senza ipotizzare soluzioni davvero utili a realizzare ambienti dove si possa lavorare bene. Perchè è questo l’obiettivo minimo: stare in un luogo in cui sia “piacevole” lavorare. Mettere vicine due parole come piacere e lavoro non dovrebbe essere un’utopia. Utopia è il luogo che non esiste – ū’ = ‘non’ e ‘tópos’ = ‘luogo’ – un non luogo. Fatemi vedere dei luoghi brutti dove è possibile lavorare bene, dove gli spazi sono organizzati bene, dove le persone sono produttive. Se un luogo non è bello non funziona bene. Fabbrica, negozio, abitazione, discoteca, ospedale… 
Se poi uno degli obiettivi della nostra attività è creare valore, fare branding, marketing o come caspita si voglia chiamare quell’attività totalizzante il cui obiettivo alla fine è farsi conoscere ed apprezzare per quello che siamo, diciamo, crediamo, produciamo, vendiamo… Se il nostro obiettivo è questo e non pensiamo alla bellezza degli spazi in cui lavoriamo siamo fregati in partenza. 
Immagina un luogo che sappia emozionare.
Creiamo insieme gli spazi del tuo lavoro.

l’immagine dei luoghi del lavoro

Sempre a proposito di Corporate Identity, anche i luoghi del nostro lavoro dovrebbero portare i segni che ci appartengono.
Ovvio che non tutti possono permettersi archistar e spese importanti ma varrebbe sempre la pena considerare il luogo dove svolgiamo la nostra attività come il primo biglietto da visita che mostriamo. Pensiamo anche solo alla targa, all’insegna, grande o piccola che sia. All’ingresso, ai luoghi di rappresentanza, sala riunioni, showroom.
Qualche idea.
– Ordine, semplicità, pochi segni inequivocabili che dicano quello che siamo.
– La corporate identity non può dimenticare l’edificio che mostra chi siamo. Ripeto, se non è un edificio importante sarà piccolo, magari sarà solo un muro, una vetrina, un cancello, una porta, la targhetta del campanello… facciamo vedere che teniamo ai dettagli.
– Quasi sempre val la pena togliere anzichè aggiungere. Spesso funziona ripulire da tutto e concentrare l’attenzione su di un solo elemento. Una grande immagine, una scultura, il logo 3d, un videowall, un quadro, una scritta.
– Facciamo attenzione ai colori, anche qui meglio ridurre che abbondare.
– Non sempre materiali costosi sono sinonimo di eleganza.
– L’illuminazione gioca un ruolo essenziale nel mostrare cura e stile. Dal taglio delle aperture all’illuminazione generale. Anche le luci mostrano quello che pensiamo.
Alla fine la cosa più importante è porsi la questione e tener presente che le risposte sono sempre molte di più di quello che in prima battuta pensiamo.

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