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extralarge

XXL è grande

Extralarge é un filtro da porre alla creatività

Extralarge é un foglio bianco 50×50 con una foto tagliata strana

Extralarge sono vetrine alte piene di luce e vuote

Extralarge sono le parole che riempiono gli spazi del silenzio

Extralarge  è un segno grande, veloce e scuro 

Creatività Extralarge è fatta di silenzi enormi e di homepage deserte

Font extrabold quadrati neri e bianchi.

Extralarge è facile da paura

Extralarge non è bon ton per tutti

Extralarge ci sta sempre

Extralarge sono percussioni

segni lunghi sbilenchi

Extralarge è un buco

Extralarge è sottile e lunga

Extralarge è rotonda

Extralarge è un cubo che accade di colpo

Extralarge è un gioco dove la creatività si allarga 

Extralarge è sempre eccezione, mai regola

Extralarge si ripete 

COM’È BELLO ESAGERARE

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Poco meno di un anno fa parlavo di ESAGERARE come tecnica creativa.
Secondo me uno dei modi più proficui di  risultati interessanti nell’affrontare qualsiasi tipo di progetto creativo, sia d’architettura che di productdesign, grafica, packaging… e tutto quello che vi viene in mente.

A esagerare dicevo… non si sbaglia mai!

Ho provato a googlare –  ESAGERARE FA BENE –  e il risultato è stato:
Mai esagerare… Guai a esagerare… Non bisogna esagerare… Attenzione a non esagerare… Tutto fa bene senza esagerare… Basta non esagerare… Va bene, ma non esagerare…

Una litania universale e unidirezionale a favore dell’equilibrio e della misura.

Ok! Per gran parte delle affermazioni sono d’accordo. Pensate che mi sono ridotto ad accettare perfino che la corsa fa bene… ma senza esagerare. Cosa che qualche anno fa avrei attribuito di certo solo a qualche medico fumatore e panzone indivanato!
Tutta colpa dell’età che avanza… ma non intacca certo la mia creatività!

Infatti voglio produrvi un’altra lista di ESAGERAZIONI per arricchire gli spunti forse troppo poetici dell’anno scorso.

–  Una pagina del catalogo, formato A3, tutta bianca con solo una piccola foto 6×6 e una lunga didascalia dal formato tutto da inventare.

–  Un depliant completamente rosso, stampato in rosso, con foto rosse.
Quante tonalità ha il rosso?! (Ma un’eccezione la facciamo!)

–  Un Negozio metà completamente nero… e l’altra metà completamente rosa… (ma poteva essere: pervinca, lilla, salvia, limone… d’oro).

–  Un’esposizione lunghissima dai percorsi labirintici e strettissimi che tocca chiedere permesso per passare anche se siamo solo in due.

–  Un sito internet fatto di segni quasi nascosti e immagini e testi bellissimi quasi impossibili da trovare.
Alla faccia di tutta la SEO del mondo. (che poi ci facciamo trovare lo stesso eh!)

–  Un ambiente grandissimo e bassissimo… e un soffitto pieno di fori da infilarci la testa.

–  Un packaging molle! Completamente viscido e molle. Magari col nostro gioiello immerso in un gel profumato.

–  Una lampada enorme e quasi invisibile da spenta.

–  Una Newsletter  bellissima e illeggibile ma… piena zeppa di call to action!

Pensiamo a come potremmo cambiare un prodotto, una presentazione, un sistema espositivo, un packaging… esagerando in qualcosa.
Come sempre, esagerare comporta capacità di rinuncia, ci vuole coerenza e rigore.

Visto che si parlava di call to action, ve ne chiedo una piccola piccola di azione.
Se vi piace, e solo in quel caso… mettetemi un MI PIACE sulla pagina Facebook.

 

 

Un anno fa avevo scritto  IDEE ESAGERATE

IDEE ESAGERATE

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Le idee esagerate sono le uniche che ci permettano di non sbagliare.
O di sbagliare tutto che è un altro modo di fare le cose ottenendo un qualche risultato di visibilità.

Tutto rosso!

Tutto nero!

Assolutamente trasparente!

Buio che non si vede niente!

Un muro bianco e basta!

Oro, decoro e ghirigoro!

Pop! Flop! Coca-Colori e lettering raw!

Un sacco di luce e di colori strani!

Impaginato così! Tutto perfettamente diviso a metà!

Voilà! Vintage e ramage!

Le idee buone da comunicare sono spesso idee esagerate.
Esagerare, portare alle estreme conseguenze un’intuizione, un gesto, un segno è l’unica strada che permette di tenere insieme tutti i pezzi di un progetto. 
L’unico modo per dare identità ad un lavoro.
Ci vuole consapevolezza, rigore, capacità di rinuncia.
Fatta una scelta l’esercizio è: essere conseguenti!
Magari l’idea è proprio non esagerare: ESSERE BON TON!
Ma esageriamo lo stesso! Esercitiamoci ai limiti del kitsch, accarezziamo una mediocre perfezione quasi a voler riprodurre gli spazi di un nuovo The Truman Show.
Coerenza a tutti i costi!
Solo alla fine quando la nostra idea esagerata è lì perfetta, realizzata, potremo permetterci quello che ci siamo tenuti dentro fin dall’inizio. Lo sberleffo, una piccola, enorme  trasgressione, che risalterà  tanto più tutto intorno sarà perfettamente coerente. 

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