fbpx

Articoli

Il colore delle cose

Il colore delle cose ne cambia la nostra percezione. Stravolge il nostro desiderio di possederle. Certi colori le rendono adatte a certi usi, altre tonalità ad usi diversi.

Se devo esporre una sedia in fiera, sarà molto più visibile se la faccio rossa.

Se voglio accentuare l’esclusività di qualcosa userò toni difficili da identificare, cartadazucchero, cremisi, salvia, burro, sabbia… tonalità imprecisate di cui esistono infinite variazioni.

I colori primari, il nero e il bianco servono a comporre bandiere, stemmi, insegne, a fare da sfondo a riti sacri e a convegni di partito, a dipingere emozioni, valori, stendardi sportivi, a identificare l’appartenenza.

I colori parlano di noi, della nostra azienda, dei nostri prodotti, ci rendono più o meno graditi e ci consentono di vendere con più o meno facilità.

Il colore è sempre una scelta importante da valutare con attenzione.

l’anello che serve a tutto e a niente

Se riesci a far innamorare di una cosa, di un’idea, di un marchio è come se li avessi già venduti.
La settimana scorsa giro per Decathlon con figlio 2. Non abbiamo un motivo preciso per essere lì. Si passava e ci siamo fermati. Io guardo abbigliamento da trekking e da trail, lui roba da snow con aria un po’ schifata. Passiamo in rassegna scemenze low cost tipo calzini, e accessori ginnici di cui per lo più non capisco la funzione. Inevitabilmente sono attratto da certe forme perfette che a prima vista non servono a niente. Boom! Lo sapevo che andavo a sbattere contro qualcosa che mi si appiccicava addosso. A dire il vero ‘sta roba era già quasi riuscita ad attaccarmisi qualche tempo fa ma forse quel giorno avevo qualche talismano contro le cazzate e l’avevo piantata lì. Uscendo, quella volta, sapevo che la partita non era finita. Niente… un anello a sezione tonda di gomma morbida e dura allo stesso tempo, otto, dieci centimetri di diametro con un foro di quattro centimetri più o meno. Tre tipi identici che a guardarli cambiavano solo per il colore. Due dai bellissimi giallo e verde evidenziatore, il terzo color vinaccia scuro sembra uno sbaglio. Li rigiro e non ci vuole molto a capire la loro funzione antistress o strumenti ginnici per rafforzare la presa delle mani, infatti sono elastici al punto giusto. Quello verde è più cedevole, quello giallo un po’ meno e quello vinaccia fa più resistenza.
Non me ne frega niente dell’antistress e di allenare la mia presa, ma visto il prezzo li prendo tutti e tre. Peccato che non costino proprio niente altrimenti ne avrei portati a casa un centinaio, forse di più se quello color vinaccia fosse stato nero o rosso evidenziatore. Lorenzo mi fa notare che quello vinaccia si abbina bene al colore della sua felpa beige. Ha ragione. Se gestissi una spa tutta legni chiari ne comprerei subito un centinaio. Si fa per dire.
Il racconto non è surreale come sembra e una volta a casa mi googlo mezzo mondo per capire chi possa produrne di identici a prezzi più contenuti. Ok, io saprei cosa farne, ma non importa, resta il loro fascino. Forma essenziale, colori splendidi, ne aggiungerei altri sette o settantasette… superfici lievemente satinate e morbide e… perfetti per farne qualunque cosa o assolutamente nulla.
Immagina cosa potresti ottenere caricando di attrazione emozionale i tuoi prodotti.
Se stai pensando a qualcosa forse aiuta tenere uno di questi cerchi in mano… o chiamarmi.

la trasgressione è viola

Ci sono una quantitá infinita di viola, tutte le gradazioni dal rosso/rosso al blu/blu: pervinca, lilla, indaco, fucsia, melanzana, magenta, orchidea, prugna, vinaccia, bordeaux, ametista, glicine, cremisi, lavanda, malva, ciclamino e un sacco di altre sfumature.
Il viola con il suo complementare giallo sono i colori pop per eccellenza, sono stati tra i protagonisti di Memphis, la più grande rivoluzione a colori del design italiano.

Se disegno la linea curva di uno schienale, la forma morbida di un cuscino istintivamente scelgo il viola. L’ellisse, la forma della sensualitá é viola. Il sesso è viola. Il colore viola è creativitá sempre in trasformazione. Il viola é il colore della trasgressione perció sarebbe un controsenso usarlo per disegnare segnali di divieto anche se proprio per questo forse lo si dovrebbe fare!
Il viola sta in equilibrio tra il corpo e lo spirito, tra la passione del rosso e la trascendenza del blu. Credo sbagli chi afferma che nel viola il rosso si mitighi in un raffinato erotismo. Anzi, è vero il contrario, il blu trascina il rosso nel vortice viola della passione senza più ritegno. Ovviamente è vero anche il contrario, è questa la magia del viola e dei suoi tanti nomi.

Rudolf Harnheim considera il colore viola opprimente. Ma un quadrato vinaccia sará più o meno opprimente di un triangolo rosa shocking? Un divanone morbido sará ugualmente comodo nel color Fuchsia Rose che Pantone ha nominato colore dell’anno nel 2001, o sará più rilassante nel Radiant Orchid scelto per il 2014?
Il Very Peri – pervinca polveroso, scelto da Pantone per il 2022, sarà sexi o evanescente ma non opprimente.

Il viola può ammantare il tuo brand di un fascino lascivo o al contrario trasformarlo in una icona simbolica dai tratti aristocratici. Nelle sue infinite variazioni il viola può assumere significati molto diversi e contrastanti. Te lo puoi giocare come vuoi abbinandolo a colori, forme, font, testi diversi che ne amplifichino o ne distorcano la valenza trasgressiva.
Alla fine il viola è solo un milione di colori.

Il blu funziona sempre

Il Blu funziona sempre, e così stanotte Pantone ha deciso.
I padroni di tutte le nostre sfumature hanno scelto 19-4052 Classic Blue come colore dell’Anno 2020. Leatrice Eiseman, la direttrice del Pantone Color Institute ha motivato la sua scelta con parole ispirate.

“ Viviamo in un’epoca che richiede fiducia e speranza. Pantone 19–452 Classic Blue, una stabile tonalità di blu sulla quale possiamo sempre fare affidamento, trasmette proprio questa sensazione di costanza e fiducia. Dotato di profonda risonanza, esso costituisce una solida base a cui ancorarsi. Blu sconfinato che rievoca il vasto e infinito cielo serale, ci incoraggia a guardare al di là dell’ovvio per pensare più in profondità e fuori dagli schemi, ampliare i nostri orizzonti e favorire il flusso della comunicazione.”

Brava! E dalla Pantone  aggiungono:
–  Dal momento che l’abilità umana fatica a tenere il passo con la tecnologia, non stupisce che siamo attratti da colori onesti che offrono un senso di protezione. Tonalità non aggressiva con cui ci si identifica facilmente, l’affidabile PANTONE 19-4052 Classic Blue si presta a un’interazione rilassata. Questo colore universalmente prediletto associato all’avvento di un nuovo giorno è accolto senza indugi. –

Insomma nel 2020 le palette di designer , fashion maker e creativi in giro per il mondo dovranno ispirarsi a questo bel punto di blu.

Nel mio piccolo non posso certo dissentire dal guru mondiale dei colori quando dice che questa tonalità ispira affidabilità, fiducia speranza.  Magari anche che serva ad ampliare i nostri orizzonti oltre le profondità marine e le altezze infinite dell’Universo. Forse ne eravamo in parte già consapevoli, punto più chiaro, punto più scuro, che il blu, trasmette una certa serenità e tutte  quelle altre belle cose.
Sul fatto che  possa aiutare a pensare fuori dagli schemi ho qualche dubbio.
Poraccio ‘sto Classic Blue non è che può far proprio tutto e il contrario di tutto!

Guardo su Wiki che sa tutto e scopro per esempio che nello slang australiano “blue” viene utilizzato con diversi significati.
Making a blue: fare un errore
Picking a blue: iniziare una discussione o una battaglia
Copping a bluey: ricevere una multa (per infrazione del codice della strada)
Blue o bluey sono dette anche le persone con i capelli rossi!
  (devo dirlo a mia figlia Isabella, MC1R doc)
Ma vabbè!
È il colore dell’Anno. Non facciamoci prendere da una paura blu, dev’essere di tutto un altro colore.

COLORI e altri pensieri da non dormirci

COLORI

 

Ce l’abbiamo il nostro colore aziendale?
Quando scegliamo il colore per la parete della sala riunioni, per lo stand, l’espositore vetrina, il packaging o lo sfondo di un post su Facebook da cosa ci facciamo guidare? Fregola del momento? Gusto? Manuale della Corporate Identity?
Ci sono due strade.
Fare una scelta radicale e da lì non schiodarsi più. Bianco e Nero e basta. Solo colori pastello. Solo tinte squillanti, tipo Rosso Ferrari…  Ooops! Ci voleva solo che quelli della Ferrari si inventassero di fare un Rosso slavato… ci voleva!
Oppure appartenete alla schiera di chi ha scelto i suoi colori aziendali ma li ridiscute ogni volta? E sappiamo tutti quante volte toccherà discuterli.

I vostri sono i colori del Lusso?
Ma lo sapete che i colori del lusso non esistono?

A parte il Beige che va su tutto, non è caldo e non è freddo. Anche l’Azzurro purchè non sia mai troppo Azzurro ma Turchese slavato, Carta da zucchero, polvere.

Oppure Rosa ma non proprio Rosa. Una declinazione di tutti i Viola Rossi pieni di Bianco e di Nero. Lilla, solo un velo di Lacca di Garanza annegata in litri d’acqua. Anche Burro o Grigio azzurro.

Rosso con quella punta di Nero che basta ad uccidere tutta la sua cafonaggine.

L’Arancio è il solo a poter esibire tutta la sua volgare solarità e la joie de vivre senza doversi spargere il capo di Cenere.

Verde smeraldo nel lusso va bene solo se si tratta di smeraldi veri altrimenti molto meglio il Salvia, o il Verde Oliva, Verderame, Muffa di Gorgonzola, Verde polvere che poi è uguale al Salvia più sbiadito.

Il nero assoluto, totale, pieno, lucido va bene per tutti così come il Bianco in tutte le sue forme. Se pensate ci sia un solo Nero e un solo Bianco non sapete niente di colori e di mazzette Pantone.

Il Marrone non va mai bene! Su niente. Wengé invece sí e anche Terra di Siena purché non sia troppo bruciata. 

Nel mondo del Lusso i Viola vanno tutti bene  purché tendenti al nero e al bianco. Anche il Giallo Ocra chiaro se un po’ sporco di Nero. Giallo paglierino impolverato.

Poi ci sono il Rosso Valentino, il Greige di Armani, l’Arancione di Hermès… e il Blu Tiffany, quel Pantone PMS 1837 che è l’emblema di come un colore da solo possa fare marca.

Il lusso?
È trasparente come l’aria.

ROSA, ROSA, ROSA…

ROSA,-ROSA,-ROSA__1000

 

Come per tutti i colori composti esistono infinite tonalità di rosa. Dal rosellina tenue, quasi impalpabile al rosa shoking che come dice il nome equivale a una cartellata sul muso.
Il ROSA è sempre una variante del rosso e anche nelle tonalità più tenui mantiene, magari in dosi omeopatiche, la carica vitale e l’aggressività del colore primario da cui nasce. Per questo in passato era il colore ad esclusivo uso maschile lasciando all’azzurro “vergineo” rappresentare la femminilità.
Oggi il rosa è il colore più pop che ci sia, trasgressivo, leggero, allegro e provocatoriamente unisex.
Nell’interior design e nella grafica, nell’abbigliamento e nella ceramica è un colore che ama farla da padrone in total look percorsi da decori e fili d’oro, colore che moltiplica le sue valenze pop e dal nero che ne argina  il dilagare in contrasti positivo–negativo.
Come il rosso, il bianco, il nero e l’oro che ne costituiscono la palette ideale di riferimento è un colore dalla forte carica simbolica. Impregnato da un sottile erotismo, dilaga nella passione sfrenata accostandosi a texture geometriche o nature, nere e oro. Il bianco ci gioca con ironica innocenza esaltando sino all’eccesso il suo lato puerile.
Un colore che esprime libertà, audacia e gioia di vivere.

I COLORI AZIENDALI

i-colori-aziendaliLa scelta dei colori sono un momento importante del progetto di marca. Spesso è proprio attraverso l’uso di un colore o di una palette di colori che un marchio riesce a farsi riconoscere.

Scegliere il colore o il gruppo di colori, le tonalità che rappresenteranno la nostra azienda significa capire bene dove si vuole andare, chi è il nostro pubblico e come utilizzeremo quei colori in ogni momento della comunicazione a partire dal nostro logo e dal design del prodotto fino al packaging , alla grafica dei cataloghi e dei contenuti sul web.

Scegliere i nostri colori  significa esserne vincolati. Dovremo ponderare con attenzione tutte le implicazioni che questa scelta comporta per poter essere coerenti fino in fondo.

Quanto più stretto sarà il nostro campo d’azione, quanto più le regole saranno rigide e il progetto vincolante, tanto più sarà visibile e riconoscibile l’identità del nostro marchio e dei nostri prodotti.
Quante volte vedendo passare una Ferrari bianca o nera, siamo rimasti un po’ interdetti…  Perchè mai? Avremo pensato che una Ferrari dovrebbe essere solo color Rosso Ferrari.
La mia prima bici da corsa è stata la mitica Bianchi. Per fare l’originale l’ho voluta tutta nera rinunciando al classico verde acqua che da sempre individua le bici portate nella storia dalle imprese di Coppi.
Faceva un certo effetto vedere tanti ciclisti guardarmi male, quasi avessi oltraggiato il mito. Dopo qualche mese ero così pentito da volerla cambiare con una dagli originali colori pastello.
E così per tanti marchi famosi. Il rosso Valentino, Ferrari, Brembo e il bianco Apple, l’azzurro Tiffany e l’oro Dior, il verde Benetton, il blu di Facebook  e il giallo McDonald’s… e la lista sarebbe infinita.
Scegliere un colore è per sempre? Fino ad un certo punto. Il colore bisogna continuare a sceglierlo tutti i giorni nelle infinite attività in cui sarà determinate per l’immagine dell’azienda.

Toccherà fare attenzione quando sarà necessario introdurre l’eccezione che confermerà la regola e sarà necessario pensare a come utilizzare i colori aziendali nei nuovi prodotti.
I colori aziendali non si scelgono un giorno per sempre, ma sono il frutto di un progetto che si concretizza nel tempo e deve continuamente confrontarsi con le esigenze dell’azienda.

Poi gli originali con mille buone ragioni ci sono sempre.
Qualcuno diceva … “se dobbiamo presentare una nuova sedia, un nuovo vaso, un nuovo bracciale… un qualsiasi nuovo prodotto in fiera, meglio farlo rosso!”
E qualcun altro… “Cento franchi di più… ma che sia giallo!”

Foto in bianco e nero

bianco-e-nero_634

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una turista giapponese si affaccia a una finestra della Pedrera  mentre telefona. Una foto così come tante, che desaturata acquista un certo fascino nelle tonalità dei grigi. Il bianco e nero esalta la composizione e le forme, cancella il tempo, riempie di significati anche le situazioni più banali, gli oggetti più insignificanti. Anche la foto più stupida in bianco e nero si trasforma e comunica messaggi inaspettati.

Cos’è successo? Com’è avvenuta la magia?
Semplice! Siamo usciti dalla realtà. L’immagine che stiamo guardando non è più la foto di una bella ragazza che guarda dalla finestra o di un panzone che legge il giornale sdraiato sulla sabbia. L’immagine in bianco e nero, ma anche quella dove i colori sono stati stravolti da una saturazione eccessiva o sono diventati pastelli polverosi, comunica il pensiero, l’emozione, l’intento creativo. La realtà per quanto bella sia è noiosa, la creatività emoziona sempre!