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ROSA, ROSA, ROSA…

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Come per tutti i colori composti esistono infinite tonalità di rosa. Dal rosellina tenue, quasi impalpabile al rosa shoking che come dice il nome equivale a una cartellata sul muso.
Il ROSA è sempre una variante del rosso e anche nelle tonalità più tenui mantiene, magari in dosi omeopatiche, la carica vitale e l’aggressività del colore primario da cui nasce. Per questo in passato era il colore ad esclusivo uso maschile lasciando all’azzurro “vergineo” rappresentare la femminilità.
Oggi il rosa è il colore più pop che ci sia, trasgressivo, leggero, allegro e provocatoriamente unisex.
Nell’interior design e nella grafica, nell’abbigliamento e nella ceramica è un colore che ama farla da padrone in total look percorsi da decori e fili d’oro, colore che moltiplica le sue valenze pop e dal nero che ne argina  il dilagare in contrasti positivo–negativo.
Come il rosso, il bianco, il nero e l’oro che ne costituiscono la palette ideale di riferimento è un colore dalla forte carica simbolica. Impregnato da un sottile erotismo, dilaga nella passione sfrenata accostandosi a texture geometriche o nature, nere e oro. Il bianco ci gioca con ironica innocenza esaltando sino all’eccesso il suo lato puerile.
Un colore che esprime libertà, audacia e gioia di vivere.

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I COLORI AZIENDALI

i-colori-aziendaliLa scelta dei colori sono un momento importante del progetto di marca. Spesso è proprio attraverso l’uso di un colore o di una palette di colori che un marchio riesce a farsi riconoscere.

Scegliere il colore o il gruppo di colori, le tonalità che rappresenteranno la nostra azienda significa capire bene dove si vuole andare, chi è il nostro pubblico e come utilizzeremo quei colori in ogni momento della comunicazione a partire dal nostro logo e dal design del prodotto fino al packaging , alla grafica dei cataloghi e dei contenuti sul web.

Scegliere i nostri colori  significa esserne vincolati. Dovremo ponderare con attenzione tutte le implicazioni che questa scelta comporta per poter essere coerenti fino in fondo.

Quanto più stretto sarà il nostro campo d’azione, quanto più le regole saranno rigide e il progetto vincolante, tanto più sarà visibile e riconoscibile l’identità del nostro marchio e dei nostri prodotti.
Quante volte vedendo passare una Ferrari bianca o nera, siamo rimasti un po’ interdetti…  Perchè mai? Avremo pensato che una Ferrari dovrebbe essere solo color Rosso Ferrari.
La mia prima bici da corsa è stata la mitica Bianchi. Per fare l’originale l’ho voluta tutta nera rinunciando al classico verde acqua che da sempre individua le bici portate nella storia dalle imprese di Coppi.
Faceva un certo effetto vedere tanti ciclisti guardarmi male, quasi avessi oltraggiato il mito. Dopo qualche mese ero così pentito da volerla cambiare con una dagli originali colori pastello.
E così per tanti marchi famosi. Il rosso Valentino, Ferrari, Brembo e il bianco Apple, l’azzurro Tiffany e l’oro Dior, il verde Benetton, il blu di Facebook  e il giallo McDonald’s… e la lista sarebbe infinita.
Scegliere un colore è per sempre? Fino ad un certo punto. Il colore bisogna continuare a sceglierlo tutti i giorni nelle infinite attività in cui sarà determinate per l’immagine dell’azienda.

Toccherà fare attenzione quando sarà necessario introdurre l’eccezione che confermerà la regola e sarà necessario pensare a come utilizzare i colori aziendali nei nuovi prodotti.
I colori aziendali non si scelgono un giorno per sempre, ma sono il frutto di un progetto che si concretizza nel tempo e deve continuamente confrontarsi con le esigenze dell’azienda.

Poi gli originali con mille buone ragioni ci sono sempre.
Qualcuno diceva … “se dobbiamo presentare una nuova sedia, un nuovo vaso, un nuovo bracciale… un qualsiasi nuovo prodotto in fiera, meglio farlo rosso!”
E qualcun altro… “Cento franchi di più… ma che sia giallo!”

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I COLORI DEL LUSSO

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Cos’è il lusso e quali sono i suoi colori?
Il lusso é eccellenza nella qualità, é esclusività, é sogno.
Il lusso é esagerazione o equilibrio? Eleganza rarefatta o creatività sfrenata?
É ridondanza o essenzialità?
É apertura al gusto internazionale o ricerca delle tradizioni locali?!
Non c’è un lusso soltanto, ce ne sono tanti che rispecchiano culture diverse…

Date le premesse avremo un’infinitá di colori del lusso:

L’oro, l’argento, il bronzo. 
Colori metallici opachi o lucidi, da sempre simbolo di ricchezza, costosi, difficili da usare e sempre in bilico tra meraviglia e paccottiglia.

Bianco e Nero.
Essenzialità, pulizia, rigore. Archetipi del lusso che disgraziatamente si portano dietro un po’ di rogne. Troppo austeri e altezzosi, tendono ad escludere ogni altro colore e pretendono tutta la scena. Non bastasse, oltre a rappresentare il l’apice del lusso, incarnano per definizione moda e design, termini che si rapportano al lusso in una complessa relazione di amore/odio.
Il rosso.
Quello assoluto. Quello che ruba il nome ai brand che si azzardano a vestirsene. Passione, eleganza, trasgressione, arroganza.
Rosso, bianco e nero, eccellenze della comunicazione, simboli di infiniti significati.

Il viola.

Il colore dell’ambivalenza, della passione carnale e della contemplazione. Colore degli estremi, dell’esagerazione, del lusso osato. L’equilibrio perfetto tra rosso e blu che si stempera
dall’indaco al pervinca, dal lilla al fucsia… al melanzana, all’ametista, alla lavanda…

Le tinte pastello e quelle indefinibili.
Rosa, azzurro, grigio, sopra a tutti, e poi l’infinita gamma di tinte polverose… verde salvia, blu petrolio, azzurro carta da zucchero, rosa cipria, panna, burro, biscotto, terra di Siena bruciata, grigio topo e canna di fucile, paglierino, ceruleo, senape e zafferano, verde bottiglia, vinaccia…

Ogni colore può interpretare il lusso se imbrigliato in un preciso codice d’uso, se supportato da superfici materiche, carte goffrate, tessuti irregolari, legni striati, pietre porose e marmi compatti…

Ogni colore può trovar spazio in un progetto del lusso.

 

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IL COLORE VIOLA, CREATIVITA’, POTERE E TRASGRESSIONE

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Oggi, Venerdì  Santo, nella tradizione cattolica, le chiese “…mostrano in viola che Cristo è morto”.
La citazione Gucciniana di  “Venerdì  Santo” mostra passioni molto più umane che religiose.
Da quando, giovanissimo DeeJay di radio libere,  mi occupavo solo di cantautori, da allora ogni Venerdì  Santo mi viene in mente la canzone di Guccini e di questa mi resta dentro solo una parola: VIOLA.
Oggi  mi perdonerete se mi lascerò andare a raccontarvi un onirico e insensato filo di parole che si attorciglia intorno a questo colore.
Amo il VIOLA più di  tutti i colori incerti e indefinibili che amo già più di tutti, colori difficili perfino da nominare che di solito per  essere precisi ci tocca evocare immagini eloquenti  e specifichiamo…  tipo…  giallo zabaglione col vermut che ce ne saranno venti tipi, o color cacchina di neonato il cui range è ancora più ampio. E così per  turchesi… ambre, colori di vini, di mele…
Mi piacciono i colori difficili da definire, roba che tocca girare con le mazzette dei PANTONE.
Ma ho divagato. Torniamo al VIOLA che è il mio colore ed è il colore di questa giornata anche se le due cose non c’entrano nulla.
VIOLA per me è il colore di Eros e Thanatos, non il rosso come tanti vorrebbero, e però neanche quel viola/blu di cui si addobbano le chiese per il lutto.
Un viola che tende al rosso e che sa di vinacce, di sangue rappreso e di mucose erogene.
Non Marsala che per inciso se qualcuno se ne fosse già dimenticato la PANTONE  ha eletto colore dell’anno.
Il viola che amo, che interpreta la passione di Eros e di Thanatos, è un viola/rosso che sa di prugne, di uva e di sangue, sangue blu naturalmente…  che è viola eh!
Il viola, nelle composizioni grafiche, rafforza ancora  di più le sue connotazioni drammatiche se abbinato a forme curve, curve e controcurve, ellissi, forme ovoidali, a font morbidi e indefiniti. Al contrario può ristabilire equilibri di algida eleganza se va a tingere forme spigolose semplici come rettangoli e triangoli con font a bastoni.
Nella teoria dei colori il giallo si oppone al viola ed è il suo complementare.
Giallo e Viola sono sempre stati icone pop. Penso alla Marilyn di Warhol, ok, ce ne sono di tutti i colori,  però se chiudo gli occhi la vedo,  la pelle rosa fucsia con le labbra magenta (e nel ricordo chissà perché diventa tutto viola)  e i capelli gialli su uno sfondo turchese.
Il viola è il colore degli anni ’60, della rivoluzione sessantottina, del maggio francese, del design, del gruppo Menphis, di Sottsass e compagnia bella, della cultura psichedelica, della modernità leggera fatta di bevande colorate, ghiaccioli, gelati ai mirtilli, lecca lecca ovali con lo stecchino e stivaloni di plastiche lucide che correvano su su fin quasi a lambire microgonne gialle.
Il viola è il colore della trasgressione e per una strana legge del contrappasso è il colore del potere assoluto, il colore con cui si foderano corone e mitrie, il colore dell’ametista vescovile e dei paramenti sacri.
Che strano il colore viola, The Color Purple, il libro di Alice Walker e poi il film di Spielberg e ancora The Scarlet letter , di Hawthorne (che, scusate, per me è viola uguale) e i tanti film che ne sono venuti.
Mi ritrovo a raccontarvi ancora del colore viola esattamente a un anno di distanza, non me lo ricordavo.
E’ un colore strano,  fatto di emozioni,  di luci al neon nei bar di periferia, un colore dal sapore dolce di caramelle e marmellate, un colore che profuma di cioccolato di uvetta e di vaniglia (il profumo di tutte le cose intense, belle e buone).
Il viola è il colore cangiante della creatività, del design, della moda, della trasgressione, della spiritualità e della morte.
Sarebbe bello ritrovarci tutti in una specie di gruppo di analisi collettiva in cui ognuno raccontasse il suo viola, i suoi viola, le sensazioni i ricordi, gli oggetti.
Com’è il vostro viola?

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IL COLORE VIOLA

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Il colore viola non è solo il titolo di un film.
Ci sono una quantitá infinita di viola, tutte le gradazioni dal rosso/rosso al blu/blu.
Un colore che prende un sacco di nomi che individuano tonalitá precise: pervinca, lilla, indaco, fucsia, melanzana, magenta, orchidea, prugna, rosa shocking, vinaccia, bordeaux, ametista, glicine, cremisi, lavanda, malva, ciclamino e un sacco di altre sfumature.
Il viola con il suo complementare giallo sono i colori pop per eccellenza. Il viola e il giallo sono stati tra i protagonisti di Memphis, la più grande rivoluzione a colori del design italiano e hanno composto una delle più belle Marilyn di Warhol oltre a tanti degli omini di Keith Haring.
Se disegno una poltrona ellittica, la linea curva di uno schienale, la forma morbida di un cuscino mi vengono viola. La forma della sensualitá é l’ellisse viola. Il sesso è viola, prugna e vinaccia. Il colore viola è creativitá sempre in trasformazione. Il viola é il colore della trasgressione perció sarebbe un controsenso usarlo per disegnare segnali di divieto anche se proprio per questo forse lo si dovrebbe fare!
Chi studia la psicologia del colore ci ricorda che il colore viola sta in equilibrio, precario aggiungo io, tra il corpo e lo spirito, tra la passione del rosso e la trascendenza del blu. Credo sbagli chi afferma che nel viola il rosso si mitighi in un raffinato erotismo. Anzi, è vero il contrario, il blu trascina il rosso nel vortice viola della passione senza più ritegno. Ovviamente è vero anche il contrario, è questa la magia del viola e dei suoi tanti nomi.
Rudolf Harnheim uno dei più importanti studiosi della psicologia della forma e del colore considera il colore viola opprimente. Ma un quadrato vinaccia sará più o meno opprimente di un triangolo rosa shocking? Un bel divanone morbido a forma d’ovoidale irregolare sará ugualmente comodo nel color Fuchsia Rose che Pantone ha nominato colore dell’anno nel 2001, o sará più rilassante nel Radiant Orchid scelto per il 2014?
Non resta che l’imbarazzo della scelta, qual è il colore viola che vi piace di più!

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Foto in bianco e nero

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Una turista giapponese si affaccia a una finestra della Pedrera  mentre telefona. Una foto così come tante, che desaturata acquista un certo fascino nelle tonalità dei grigi. Il bianco e nero esalta la composizione e le forme, cancella il tempo, riempie di significati anche le situazioni più banali, gli oggetti più insignificanti. Anche la foto più stupida in bianco e nero si trasforma e comunica messaggi inaspettati.

Cos’è successo? Com’è avvenuta la magia?
Semplice! Siamo usciti dalla realtà. L’immagine che stiamo guardando non è più la foto di una bella ragazza che guarda dalla finestra o di un panzone che legge il giornale sdraiato sulla sabbia. L’immagine in bianco e nero, ma anche quella dove i colori sono stati stravolti da una saturazione eccessiva o sono diventati pastelli polverosi, comunica il pensiero, l’emozione, l’intento creativo. La realtà per quanto bella sia è noiosa, la creatività emoziona sempre!

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Il colore del 2014

Pantone_colore_2014_Radiant-Orchid_634Il colore del 2014 è, squillo di trombe –tàtàtà––tàtàtà––tàtà–tà!!!
Il Radiant Orchid, fucsia, un po’di viola e qualche sfumatura di rosa.  La PANTONE Color Institute, l’azienda americana che da anni classifica i colori per il mondo della grafica e della moda ha deciso che il Radiant Orchid sarà il colore del 2014 e sostituirà il verde smeraldo scelto l’anno scorso. Siate sinceri, quanti di voi si erano accorti che il colore dell’anno nel 2013 era Emerald?
Ecco invece che secondo Leatrice Eiseman, direttore esecutivo della PANTONE, il Radiant Orchid cambierà la vostra vita nel 2014 perchè “cattura lo sguardo, stimola l’immaginazione, ispira fiducia, emana gioia e gran benessere”. E’ dal 2000 col Cerulean, primo colore dell’anno, che PANTONE sceglie il colore che influenzerà il lavoro di tutti i creativi del mondo nello sviluppo dei loro prodotti, sia nel design che nella moda fino alla tecnologia, all’arte, e ovviamente a tutto il mondo della comunicazione.
E’ un gioco! Quest’anno il nostro mondo sarà un po’ più viola, anzi no! Fate attenzione! Questo è un gioco per precisini, per pignoli pedanti come me. Per quelli che prima di scegliere un colore valutano tutte le infinite sfumature. Giocherò anch’io col colore del 2014, il Radiant Orchid, ma per essere più precisi: Pantone 18-3224.
Tranquilli! E’ solo uno degli infiniti viola che ci rallegrano la vita. 

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Sei in bianco e nero o a colori?

 

bianco-e-nero-o-a-colori_634L’immagine della tua azienda, del tuo negozio o quella che dai di te stesso è in bianco e nero o a colori? Hai scelto un codice colore preciso dalla palette di Pantone e l’hai declinato in tutte le sfumature possibili o il tuo mondo è fatto di percentuali di nero?
Hai scelto colori vivaci o tinte pastello? Colori caldi o freddi?
Non è facile scegliere il colore o semplicemente l’effetto cromatico che ci contraddistingue, la tonalità che ci rappresenta di più. Ovviamente non esiste una sola scelta corretta e, come per tutte le cose, l’importante è essere consapevoli della scelta fatta o, come purtroppo spesso avviene, di non aver fatto nessuna scelta.
Solo se si ha una visione chiara di se stessi, di come la propria azienda viene comunicata, è possibile gestire le scelte di tutti i giorni e progettare i cambiamenti.
L’uomo ama i colori e ha impiegato tutta la sua storia per riprodurre quanto più fedelmente possibile l’abbagliante tavolozza della natura. La comunicazione di se stessi e del proprio brand si scontrerà sempre prima o poi con questo richiamo al “colore” come necessità primordiale. Distinguersi per affermarsi è un’azione culturale, che potremmo definire in qualche modo “anti–naturale”. Se voglio essere riconosciuto devo essere diverso. Se il mondo è a colori sarò tentato di togliere i colori per stupire, attirare l’attenzione con il bianco e nero. Se i colori naturali hanno un certo grado di saturazione proverò ad aumentarla all’inverosimile trovando nei colori saturi la mia divisa. Al contrario potrò scegliere una gradazione di tinte quasi impercettibili per raggiungere lo stesso obiettivo. Ovviamente ognuna di queste scelte comporta l’identificazione o la negazione di uno stereotipo. Lusso uguale a tonalità delicate, affermazione che si può condividere ma che è stata contraddetta da tante grandi marche, Valentino con il suo rosso tanto per fare un esempio. Colori caldi e intensi per le aziende che producono abbigliamento e accessori sportivi, l’arancione di Nike.
Il bianco e nero totale, l’espressione del design e dell’eleganza, dell’assenza di fronzoli inutili, la scelta che più di ogni altra incarna l’abusato motto del moderno “less is more”.
Una scelta all’apparenza facile che invece nasconde la necessità di una volontà ferrea.
Non è facile rinunciare ai colori, li abbiamo dentro e vogliono venir fuori!
Alla fine la domanda più importante che dobbiamo porci dopo aver fatto la nostra scelta cromatica, bianco e nero o a colori, sarà: “Riuscirò ad esserle fedele?!”
Scegliamo con la giusta consapevolezza ma senza apprensioni paralizzanti perché comunque, statene certi, tutto cambierà.

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Colora i tuoi mobili vecchi

mobili_colorati_a_634Abbiamo tutti dei mobili vecchi, roba degli anni sessanta o magari di un paio di decenni prima, nulla a che vedere con l’antiquariato, oggetti strani con le maniglie in ottone, grandi specchiere e piani in cristallo. Magari stanno in garage o in soffitta da una vita, non sono proprio brutti ma non c’entrano nulla con l’arredamento che abbiamo ora. Allora perché non trasformarli con un violento restyling cromatico. E’ incredibile come una botta di colore cambi completamente il significato di un qualsiasi mobile riqualificandolo, da vecchiume a segno pop, da ammuffito ciarpame a chicca vintage. I nostri mobili vecchi colorati mantengono l’aura nostalgica del tempo ma rivivono con l’aggiunta di una spudorata grafica optical o flowers, a righe o a pois, o con una qualsiasi texture inventata con un timbro di spugna o con i rulli fatti apposta.
Anche solo una bella tinta uniforme, rosso, giallo, turchese, renderà il comodino della nonna un contenitore strachic da esibire come una scultura d’autore.
Il lavoro è semplicissimo e la parte più difficile sta tutta nel trovare il tempo e la voglia.
Tolti eventuali cassetti, smontate le antine e gli specchi, insomma disarticolato il nostro comò, la cassettiera, l’armadio o il comodino, per le sedie di solito è tutto molto più semplice, a quel punto daremo a tutte le parti una passata con la carta vetrata fine, una cosa leggera, servirà solo ad aumentare il grip della vernice. Poi, pulite le superfici con un panno, maschereremo con del nastro carta da pittori, le parti che vorremo preservare e a quel punto potremo cominciare a stendere il colore con dei piccoli rulli.
Per il colore consiglio le vernici acriliche, ce ne sono di buonissime, di tutti i colori, vanno diluite con pochissima acqua, non puzzano e asciugano relativamente in fretta.
Il segreto per ottenere risultati perfetti è proprio attendere che il colore steso sia asciutto prima di procedere con un’altra mano dello stesso colore o, a maggior ragione, con altri colori.
Attenzione, meglio acquistare il colore già fatto, i colorifici sono in grado di produrre qualsiasi colore scelto, nel caso invece vogliate fare gli artisti davvero, ricordatevi di comporne una quantità sufficiente a terminare l’opera, doverlo rifare della stessa tonalità potrebbe non risultare facilissimo.
Solo un po’ di pazienza e i vostri mobili vecchi colorati vi daranno grandi soddisfazioni!

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Food-design – una verniciata al pollo?!

In una delle tante scorribande nel mare della rete mi sono imbattuto in un sito in cui tra le altre cose si vendono bombolette spray per colorare i cibi.
Volete una mela blu? Nessun problema, una spruzzata e viene perfetta. Vi sentite un po’ Venere e il pomo lo volete d’oro? Una spruzzata e fate prima di Zeus!
Se poi dovete rimediare ad un pollo leggermente bruciacchiato… no problem, facciamo d’oro anche quello che viene una figata!!!
Food-design? Innovazione? Libertà creativa? Devo confessare di sentirmi un uomo delle caverne ma preferisco vedere il colore dei cibi al naturale. I produttori garantiscono la commestibilità di tutto ma la lettura degli ingredienti di questi spray colorati commestibili non mi invoglia all’abbuffata:
Oro: additivi:. E943a, E943b, E944, etanolo, aroma, E555, E171, E172
Argento:additivi: E943a, E943b, E944, etanolo, aroma, E555, E171.
Rossa: additivi: E943a, E943b, E944, etanolo, . aromatizzanti, E555, E172
Blu: additivi: E943a, E943b, E944, etanolo, aroma, E555, E171, E133.
Chi volesse provare può fare una capatina su:
www.the-deli-garage.de