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Wow! Che Fiera

È appena finito Vinitaly, siamo in pieno Salone del Mobile e se non bastasse apre Biennale Arte a Venezia con la sua lunga stagione. Eventi internazionali che nel giro di pochi giorni frullano vite.
Prendo al volo tutto ‘sto ambaradan come occasione per pensare all’ esporre, al mostrare, alla vetrina, allo stand e in genere alla comunicazione negli eventi aziendali.
Facciamo che hai già saltato tutta la lista d’attesa e devi allestire il tuo spazio in Fiera per far risplendere l’immagine, i valori e i prodotti della tua attività.

Qualche pensiero utile.

Il tuo spazio in Fiera o durante un Evento non è diverso da un qualsiasi negozio e deve rispondere a criteri di funzionalità, riconoscibilità e attrazione, tutti ugualmente importanti per affermare il tuo brand e più banalmente per vendere i tuoi prodotti e/o i tuoi servizi.

Funzionalità ovvero mostrare, accogliere, presentare, vendere e riporre.
La dimensione fa la differenza ma a costo di lasciare 1/4 di mq al riporre, ci dovrebbe essere tutto.
Uno spazio piccolo può essere una grande opportunità. Quello che è davvero insopportabile, in tanti eventi, è dover sottostare all’obbligo di altezze ridicole.

Riconoscibilità vuol dire visibilità del LOGO, dei tuoi colori, del tuo stile.
Puoi mostrare tutto o niente. Scegli il nuovo, ciò che ti rappresentata e incuriosisce.
Gli oggetti “iconici” fanno la differenza.

Accogliere con disponibilità ed empatia
L’ingresso deve attrarre.

L’effetto “wow!” fa la differenza.
Magari è solo un soffio leggero che fa galleggiare 50 mq di tulle rosso in uno spazio di luce bianca. Una vecchia canzone, famosa e dimenticata.
Un materiale, un colore che copre tutto.
Un video, un’animazione, un movimento di luce.
Un’invenzione che sottolinea il tuo stile, il tuo carattere.
Un segno da portar via per farsi ricordare.

Potremmo star qui a riempire centinaia di pagine ma la differenza la fai tu quando ti metti in gioco.

dare forma al testo

Dare forma al testo, anche visivamente, permette di creare effetti grafici interessanti.
È utile per attirare l’attenzione e per comunicare con più immediatezza o per ottenere effetti stranianti o ironici se il testo parla in contrapposizione alla forma che lo contiene.
Usa un testo compatto.
Caratteri piccoli disegneranno un profilo più dettagliato anche con forme complesse, caratteri dal corpo molto grande saranno adatte invece per giocare all’interno di aree semplici creando composizioni da controllare.

scrivere con carattere

Quando scriviamo ci concentriamo sui contenuti, su quello che vogliamo dire. Quasi simultaneamente cominciamo a dar forma al nostro testo.

Forma, intendo proprio forma.
Un bel blocco di sette o otto righe compatte con una lunga descrizione. Un testo tutto seghettato con frasi brevi che vanno subito a capo per riportare un dialogo veloce o un elenco di idee flash. Un grassetto magari tutto maiuscolo per una citazione importante.

Il testo si fa leggere in prima battuta dagli occhi e ci parla già,  senza bisogno di farsi comprendere. Va da sé che un testo può essere brutto o bellissimo, può attrarre o respingere, può essere frivolo o serio e tutto ciò per come abbiamo sistemato le parole. Possiamo farle fluire o interromperle continuamente, ritmarle, lasciare righe semivuote o riempire le nostre pagine minuziosamente.

Evitiamo come la peste le vedove e le orfane.
Si chiamano così la prima e l’ultima riga di un paragrafo abbandonate all’inizio e alla fine delle pagine, separandole dal loro paragrafo. Fatto questo possiamo comporre il nostro testo “quasi” come vogliamo.
È un peccato che nel web vedove e orfane abbondino. Tutto deve essere responsive e i testi si adattano in un lampo ai dispositivi che usiamo fregandosene dell’estetica.

Prima di stampare o pubblicare sul web tocca la scelta più importante.
Decidere il carattere, il font.
“Carattere” dice già tutto. È il font che dá davvero carattere ai nostri testi. Scegliere lettere disegnate in modo semplice e lineare come i “bastoni” mostra un certo carattere, scegliere lettere aggraziate ne mostra un altro, prendere uno degli infiniti font di fantasia mostra altri caratteri ancora.
Ci sono molte migliaia di font a cui attingere per dare carattere ai nostri testi ma in realtà quelli che funzionano davvero sono molti di meno.

Un consiglio semplice, semplice al limite del banale.
Non usate font strani.
Mille volte meglio sembrare privi di fantasia che comporre una pagina inguardabile o illeggibile.
Certi padri nobili della grafica mi hanno accusato di usare troppo l’Helvetica Extralight. Hanno ragione! Amo l’iPhone solo perché Paul Ive, il capo dei designer di Apple ha scelto l’Helvetica Extralight per rilanciare il melafonino. Ma hanno ragione. L’extralight è davvero troppo sottile e qualche volta non si legge proprio. A malincuore meglio il più leggibile light anche se meno bello.

Mi piacciono i caratteri storici che sono passati direttamente dal piombo al web, come i Bodoni, i Garamond, i Times, I Futura… e poco altro.
Tutta roba che si fa leggere.

Scegliamo font che ci piacciono e che siano facili da gestire.
Gruppi di font completi di Bold, Italic, Condensed, Outline, Light e di quel po’ di extra che serve sempre. Scegliamo i nostri “Bastoni” e le nostre “Grazie” e prima di cambiare con qualcos’altro pensiamoci.

Prendiamo i caratteri di fantasia solo quando servono. 
Ce ne sono di splendidi per i “titoli”, per i “capolettera”, per la “grafica”.
Il resto è solo fantasia. La nostra.
Roba da maneggiare con attenzione.

10 FONT IRRINUNCIABILI

10-font-irrinunciabiliScrivere un testo qualsiasi e pensare di mostrarlo, in una pubblicazione digitale o cartacea non fa differenza, vuol dire pensare ad un carattere tipografico, ad un font che lo renda leggibile, gli dia letteralmente “carattere”. Un font che interpreti al meglio il messaggio contenuto nel testo.

Senza tanti preamboli vi mostro 10 font che mi piacciono, che per un motivo o per l’altro vale la pena usare.
Alla fine… sorpresa!

 


Irrinunciabile! Quello che risolve sempre tutto e non stanca mai. Dal bold all’ultralight per dare chiarezza, forza, eleganza e…


Ha fatto la storia della tipografia. Prendete un libro qualsiasi, novanta su cento è scritto in Garamond.


Modernissimo da sempre, ha una precisione geometrica che lo colloca tra i caratteri senza tempo.


Lo dice il suo nome, è il font perfetto per comporre i titoli, per alzare la voce… senza perdere il controllo!


Elegante, con una vena retrò, sfoggia le sue grazie appena accennate sugli schermi cinematografici di tutto il mondo dando forma ai titoli di tutti i film di Woody Allen. E se l’ha scelto lui…


Altro carattere che ha fatto la storia della tipografia, con quell’alternarsi di tratti sottili e segni più marcati non è il massimo della leggibilità ma come un profumo di classe si riconosce subito.


Un font che mi ricorda la vecchia macchina da scrivere di mio padre. I tasti rotondi, neri, lucidi con le lettere in bianco, il rumore secco di una fucilata ad ogni battuta, la carta quasi bucata dai martelletti trattiene quel poco di inchiostro che arriva dai caratteri metallici consumati…


Ha un grande successo sul web, soprattutto sui social.  Dal sapore vagamente Hipster, mi piace nella sua versione light. Esistono solo i caratteri maiuscoli.


Il font della mia giovinezza! Adesso lo guardo con qualche perplessità e con indulgente malinconia. Ricorda i trasferibili della Letraset o quelli più economici della R41. Quando comporre un volantino decente era un lavoraccio! Trasferibili??? Beati voi se non sapete cosa sono!


Uno dei migliori font “script”. Attenzione: da usare esclusivamente nella versione minuscola. Come tutti i font decorativi e simili  meglio usarli con attenzione e parsimonia.

La sorpresa?
Facciamoci un font tutto nostro? Con la nostra scrittura, così da scrivere al computer esattamente come quando scriviamo a mano con la vecchia stilografica del nonno?
Presto fatto! Andiamo al link qui sotto, seguiamo le semplici istruzioni e in un amen avremo installato il nostro personalissimo font.

www.yourfonts.com

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