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Tà,-tà,-tà,-l'emozione-della-ripetizione

Tà, Tà, Tà… L’emozione della ripetizione

Tà,-tà,-tà,-l'emozione-della-ripetizione


La ripetizione è uno dei gesti creativi più semplici e sorprendenti. 
La musica non è fatta di continue ripetizioni? A volte di variazioni minime.

Un semplice gesto se moltiplicato diventa danza, corsa, lavoro, teatro…

Un pasticcino è goloso.
Un grande vassoio di macaron colorati ci ipnotizzano senza scampo.

Un bricco di plastica rosso è un pezzo di plastica. Cento bricchi di plastica rossa sono una esposizione, una scenografia.

Un piatto di ceramica ricoperto d’oro è un piatto d’oro. Può essere bello o brutto. Mille piatti d’oro appesi a una parete alta cento metri tolgono il fiato.

Una macchia è una macchia e può fare pure schifo… cento macchie che si ripetono sempre uguali sono una texture.

Due pareti di sassi neri che sorreggono una copertura e che racchiudono uno spazio alto e stretto tra due vetrate sono una casa. Mille case così sono una strada, un labirinto, un sogno, un incubo…

Una sedia rossa appesa al soffitto è un segno straniante. Cento sedie argentate disposte in cerchi concentrici attorno ad una sedia rossa appesa al soffitto sono una scenografia. 

Ogni ripetizione che immaginiamo, ogni texture, ogni griglia, squadra, esposizione, catalogo, ogni composizione “con una regola” che inventiamo è lo spazio ideale delle nostre trasgressioni. 

È--tornato-il-plissè

È TORNATO IL PLISSÉ, facciamoci una casa!

 

È--tornato-il-plissè
Mille anni fa, tornavo da scuola e mi fermavo nel negozio dove mia zia faceva i pieghettati. Tessuti leggeri chiusi in stampi di cartone, pressati da pesanti ferri a vapore, da cui uscivano con le ali come farfalle.

Da un po’ il plissè è tornato e sta dilagando.
Gonne, camicette, abiti leggeri… e poi tende, lampade, tovaglie, sedie, divani, bicchieri, caffettiere, automobili, occhiali, spille, acconciature, scarpe, box, pareti, controsoffitti, aiuole… case!
Non c’è limite alle possibilità di piegare, stampare, plasmare sottili lastre, fatte di qualsiasi materiale, per trarne effetti geometrici e disegnare texture dagli infiniti effetti scultorei.

A proposito di plissè, esploriamo qualche nuovo sentiero creativo e immaginiamo variabili strane.

Verticale, orizzontale, obliquo…
La direzione della pieghettatura determina il gioco della luce, la rigidità o la morbidezza del materiale, l’uso meramente decorativo o la tenacia strutturale. Giriamo e rigiriamo, proviamo e vediamo.

Alto o basso?
Piegoline appena percettibili da dannarsi l’anima e faldoni a onde alte come cavalloni. Ombre fitte e grandi superfici oblique. Ritmi uniformi e variazioni sincopate.

Fori e tagli
Cosa meglio di un bello squarcio per disegnare il ritmo sincopato delle texture plissè? Fori di tutte le forme , tagli netti e sottili o grandi crateri slabbrati… niente meglio che infliggere sezioni per scoprire effetti inaspettati.

Piegare, arrotolare, deformare…
Le superfici pieghettate sono l’ideale campo d’applicazione  di forze deformanti.  Applichiamo  sui nostri plissè calibrate deformazioni geometriche  o accartocciamenti dagli effetti devastanti. Arrotoliamo, allunghiamo, comprimiamo… senza dimenticare mai che ogni plissè ha due assi su cui  oppone forze molto diverse.

Il plissé è interessante sia che facciamo abiti o divani, auto o case, stoviglie o innaffiatoi, packaging o allestimenti di negozi…
Inventiamo le nostre texture, scegliamo i materiali più appropriati o quelli più strani e poi sperimentiamo.
Plissettiamo un prato!