fbpx

Articoli

Cerca parole vere

Raccontare non vuol dire solo raccontare favole. Le parole disegnano le forme, sottolineano le fotografie, raccontano percorsi progettuali. La sedia sinuosa, la collana lunga, la bottiglia cicciotta, i tempi andati, i gruppi di famiglia, i progetti per il futuro… Storie di idee, di persone, di materiali, di scarabocchi e di tentativi qualche volta finiti bene e altre andati male.
Per raccontare le cose che si possono toccare e i giorni del lavoro bisogna cercare parole vere.
Non si tratta solo di scrivere o parlare in modo più o meno semplice.

Si tratta di non indorare per forza la pillola ma avere il coraggio di dire la verità, di raccontare le mani sporche e i tentativi sbagliati, i materiali rovinati, i confronti duri, la ripetizione infinita di gesti meccanici, i segni di lima sempre uguali, così per anni, fino a quando improvvisamente prendono un altro verso per errore, per noia o chissà perché e nasce qualcosa che avrà fortuna.
Raccontare segni e forme impossibili senza la consuetudine quotidiana con gli attrezzi e le macchine. Storie di sbagli, di idee nate male che han fatto dannare prima di lasciar venire fuori quello che tenevano nascosto.
Racconti di materiali troppo duri o troppo teneri, di attese lunghe mesi, di temperature troppo alte o troppo basse, di decimi di millimetro, di meccanica, di chimica e di buon senso, racconti di matite buttate dalla finestra e di improvvisi strisci neri nati impaginati… perfetti!

Bisogna cercare le parole vere, qualche volta brutte e cattive che però funzionano come macchine emozionanti ma…
Attenzione che bum!
La retorica a buon mercato ci aspetta con la didascalia del gruppo di famiglia, con il racconto dei festeggiamenti del decennale, con la presentazione del nuovo cocktail, della nuova macchina, del nuovo sito internet, del nuovo catalogo…

Hai un progetto in ballo? Vuoi parlarne?

parla con la tua voce

Scrivere non serve a niente.
Se scrivi sempre le solite cose, quelle che scrivono tutti, è chiaro che scrivere non serve a niente.
Niente frasi complicate, paroloni difficili, filosofie inutili.
Non puoi vendere i tuoi prodotti, le tue idee, i tuoi servizi, le tue emozioni, senza far la fatica di raccontarli in un modo semplice così che anche i bambini possano capirli.
I tuoi prodotti sono unici come te.
Scopri in cosa ti distingui. Parla con la tua voce senza fare il verso a questo o a quello. Mostrati per come sei e prova a migliorarti percorrendo la tua strada.
Non è semplice e non ci si impiega un giorno. Si sbaglia in continuazione.
Io quando mi accorgo di aver fatto una scemenza raddrizzo il tiro, correggo, e mi incazzo con me stesso. Ma meglio così! Molto meglio che non vedere mai i miei errori.
Inizia a scrivere e a parlare del tuo lavoro come di una cosa concreta, che si tocca, che si mangia.
Cerca il tuo pubblico.

scrivo per passione e per lavoro

Scrivo per lavoro.
Per aziende molto diverse tra loro: produttori di gioielleria, aziende agricole, produttori e rivenditori di mobili e oggetti d’arredamento, concerie e aziende che lavorano il ferro e materie plastiche. Scrivo per chi sa inventare la luce e per tutti quelli che han voglia di accendere i sogni.

Scrivo delle persone che si mettono in gioco, inventano, investono, lavorano, producono, vendono, creano relazioni e ricchezza. Scrivo delle tecniche di produzione, di quello che san fare le mani, le macchine, delle qualità dei materiali, dell’aria e della terra. Scrivo della fantasia, della creatività, dell’impegno, dell’abnegazione, delle difficoltà e della ricchezza, della fatica e delle soddisfazioni. Scrivo di numeri e di chi sa far quadrare i conti. Scrivo storie di famiglie e storie d’amore. Storie di gran colpi di culo e di sfiga nera. Scrivo di passioni e di emozioni, di sapori e profumi intensi, di forme sensuali, di paesaggi e colori. Scrivo di sport, di allenamenti e di belle sconfitte. Di corse lunghe e di silenzi. Scrivo i racconti dei clienti e delle fantasie che mi ispirano le fabbriche, le fiere, le notti, del bagliore del fuoco e della trasparenza del ghiaccio. 

Scrivere lascia molto più spazio alla fantasia di quanto non faccia una fotografia, eppure la scrittura sa essere infinitamente più puntuale e precisa quando serve. Sa emozionare e scuotere toccando i tasti giusti. Fa pensare, fa piangere e ridere esattamente su ciò che noi vogliamo. 

La scrittura deve essere semplice ma non banale.

Scrivo per il catalogo da stampare e per il web, un occhio alla grafica e l’altro alla SEO. Scrivo per la didascalia a corredo di un’immagine, per raccontare la storia lunga più di un secolo e l’evento di una sera. Scrivo per blog, newsletter e per Instagram, Facebook, LinkedIn e Twitter. Scrivo per ridere e per celebrare una ricorrenza importante con la monografia aziendale. 

Un testo può essere lungo e scorrere veloce, leggero, pungente… farci sorridere o incazzare ma alla fine deve lasciarci con la voglia di continuare.

Mi piace far sentire la voce e dare spessore alle idee di chi lavora.

× Contattami