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Viva Magenta!

Viva Magenta!
Sembra un grido che chiama a la Revolución. Invece è solo il colore dell’anno 2023 scelto da PANTONE giovedì scorso, dopo rulli di tamburi durati giorni. E se al grido mi sono emozionato… che mi pareva impossibile che una multinazionale americana scegliesse il colore che porta il nome di una delle città italiane simbolo del nostro Risorgimento… e già vedevo un mondo tutto Magenta. Alla vista prima del video promozionale, poi del solito quadratino con la scritta PANTONE 18-1750 TPG Viva Magenta, i miei bollori sono scemati di colpo. Il Viva Magenta di fatto è un rosso, tipo vino rosso, mattone farlocco, sangue che sta scurendo, roba da velluti di teatro, insomma una cosa lontana mille miglia dal magenta in purezza… come direbbe un sommelier. Amo da sempre il Magenta, proprio quello che fa M nell’acronimo della quadricromia CMYK (Cian, Magenta, Yellow and Key, il nero, colore Chiave nella tipografia) e nel nostro colore dell’anno ovviamente di Magenta ce n’è tanto, ma c’è anche tanta altra roba. Fatta 100 la quantità possibile per ogni colore ci sono 20 parti di Cian, 94 di Magenta, 56 di Yellow e solo 5 di Black. Avrei immaginato un po’ di nero in più. A pensarci bene era folle immaginare che uno dei colori base della quadricromia potesse assurgere al ruolo di colore dell’anno, colori che hanno sempre una certa complessità per dar vita a infinite palette. Pazienza. Ci sbizzarriremo con mille palette rosso-viola-blu in cui il magenta farà sempre la parte del leone.
Viva Magenta!

la trasgressione è viola

Ci sono una quantitá infinita di viola, tutte le gradazioni dal rosso/rosso al blu/blu: pervinca, lilla, indaco, fucsia, melanzana, magenta, orchidea, prugna, vinaccia, bordeaux, ametista, glicine, cremisi, lavanda, malva, ciclamino e un sacco di altre sfumature.
Il viola con il suo complementare giallo sono i colori pop per eccellenza, sono stati tra i protagonisti di Memphis, la più grande rivoluzione a colori del design italiano.

Se disegno la linea curva di uno schienale, la forma morbida di un cuscino istintivamente scelgo il viola. L’ellisse, la forma della sensualitá é viola. Il sesso è viola. Il colore viola è creativitá sempre in trasformazione. Il viola é il colore della trasgressione perció sarebbe un controsenso usarlo per disegnare segnali di divieto anche se proprio per questo forse lo si dovrebbe fare!
Il viola sta in equilibrio tra il corpo e lo spirito, tra la passione del rosso e la trascendenza del blu. Credo sbagli chi afferma che nel viola il rosso si mitighi in un raffinato erotismo. Anzi, è vero il contrario, il blu trascina il rosso nel vortice viola della passione senza più ritegno. Ovviamente è vero anche il contrario, è questa la magia del viola e dei suoi tanti nomi.

Rudolf Harnheim considera il colore viola opprimente. Ma un quadrato vinaccia sará più o meno opprimente di un triangolo rosa shocking? Un divanone morbido sará ugualmente comodo nel color Fuchsia Rose che Pantone ha nominato colore dell’anno nel 2001, o sará più rilassante nel Radiant Orchid scelto per il 2014?
Il Very Peri – pervinca polveroso, scelto da Pantone per il 2022, sarà sexi o evanescente ma non opprimente.

Il viola può ammantare il tuo brand di un fascino lascivo o al contrario trasformarlo in una icona simbolica dai tratti aristocratici. Nelle sue infinite variazioni il viola può assumere significati molto diversi e contrastanti. Te lo puoi giocare come vuoi abbinandolo a colori, forme, font, testi diversi che ne amplifichino o ne distorcano la valenza trasgressiva.
Alla fine il viola è solo un milione di colori.