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Gli spazi per mostrarsi

Tutti gli spazi espositivi giocano la partita doppia del mostrare e del mostrarsi.
È come in Teatro dove gli attori mostrano l’azione scenica, raccontano la storia, e il pubblico oltre a seguire lo spettacolo lo centuplica mostrandosi ed agendo in modo più o meno spettacolare a sua volta.
Nei moderni spazi commerciali, da quelli destinati alla vendita, ipermercati e boutique, agli stand fieristici e agli showroom aziendali, se il progetto è corretto ogni attore ha lo spazio scenico giusto. Il bancone di vendita divide lo spazio del venditore da quello dell’acquirente, il salotto li mette vicini, gli schermi digitali moltiplicano all’infinito le possibilità di interazione. Le merci possono mostrarsi più o meno scintillanti seguendo il proprio mood.
Cosa fondamentale è che il gioco sia voluto consapevolmente. Poi vabbè, a volte le magie capitano anche per caso, allora ben vengano, impariamo a replicarle. Se invece sbagliamo, analizziamo e rivoltiamo la frittata inventando uno spettacolo nuovo.
Gli spazi della vendita, quelli dove mettiamo in scena il brand sono talmente codificati e ripetitivi che diventano luoghi perfetti per inventare e stupire. Basta poco per creare momenti conviviali, di vicinanza, di sorpresa, interessanti attimi di smarrimento, lasciando spazio al racconto, al gioco, alla rappresentazione dell’azienda e alla presentazione del prodotto in modi non banali. Poi anche il solito modo può andare bene se affrontato con un progetto che dedichi attenzione ai dettagli.
L’errore è non pensarci, dare le cose per scontate e non provarci nemmeno.

Wow! Che Fiera

È appena finito Vinitaly, siamo in pieno Salone del Mobile e se non bastasse apre Biennale Arte a Venezia con la sua lunga stagione. Eventi internazionali che nel giro di pochi giorni frullano vite.
Prendo al volo tutto ‘sto ambaradan come occasione per pensare all’ esporre, al mostrare, alla vetrina, allo stand e in genere alla comunicazione negli eventi aziendali.
Facciamo che hai già saltato tutta la lista d’attesa e devi allestire il tuo spazio in Fiera per far risplendere l’immagine, i valori e i prodotti della tua attività.

Qualche pensiero utile.

Il tuo spazio in Fiera o durante un Evento non è diverso da un qualsiasi negozio e deve rispondere a criteri di funzionalità, riconoscibilità e attrazione, tutti ugualmente importanti per affermare il tuo brand e più banalmente per vendere i tuoi prodotti e/o i tuoi servizi.

Funzionalità ovvero mostrare, accogliere, presentare, vendere e riporre.
La dimensione fa la differenza ma a costo di lasciare 1/4 di mq al riporre, ci dovrebbe essere tutto.
Uno spazio piccolo può essere una grande opportunità. Quello che è davvero insopportabile, in tanti eventi, è dover sottostare all’obbligo di altezze ridicole.

Riconoscibilità vuol dire visibilità del LOGO, dei tuoi colori, del tuo stile.
Puoi mostrare tutto o niente. Scegli il nuovo, ciò che ti rappresentata e incuriosisce.
Gli oggetti “iconici” fanno la differenza.

Accogliere con disponibilità ed empatia
L’ingresso deve attrarre.

L’effetto “wow!” fa la differenza.
Magari è solo un soffio leggero che fa galleggiare 50 mq di tulle rosso in uno spazio di luce bianca. Una vecchia canzone, famosa e dimenticata.
Un materiale, un colore che copre tutto.
Un video, un’animazione, un movimento di luce.
Un’invenzione che sottolinea il tuo stile, il tuo carattere.
Un segno da portar via per farsi ricordare.

Potremmo star qui a riempire centinaia di pagine ma la differenza la fai tu quando ti metti in gioco.

La creatività è fare

La creatività è fare, disegnare, scrivere… correre.
Se si vuole realizzare qualcosa bisogna iniziare a farlo. Sembra scontato ma non lo è. Se voglio disegnare un tavolo devo prendere carta e matita e iniziare a disegnare. Se voglio scrivere un romanzo e molto più semplicemente un post sul mio blog devo iniziare a scrivere. Se voglio correre una maratona devo mettermi un paio di scarpe da corsa e uscire a correre. Subito! Adesso!

I progetti sono fatti anche di tante altre cose, di ricerche, di analisi, di riflessioni, di momenti di stasi. Benissimo, ma senza muovere i piedi non si va da nessuna parte.

È molto probabile che all’inizio sbaglierò, non sarò subito soddisfatto. Ma è su quei primi errori che costruirò tutto. Le prime righe di matita che tiro su un foglio servono solo a sporcare il foglio, a farmi capire che dentro la matita c’è qualcosa e che prima o poi verrà fuori se continuerò ad usarla. Se scrivo qualcosa è probabile che di lí a poco cancellerò, aggiungerò, cambierò qualcosa o tutto. Potrò farlo perché ho iniziato a scrivere. Potrò migliorare il mio disegno perché ho iniziato a tirar segni su un foglio. Potrò arrivare in fondo alla mia maratona perché stasera sono uscito sotto l’acqua a correre 7 stupidissimi chilometri alla velocità di un bradipo narcotizzato.

La creatività è fare. È molto più fare che perdersi in attese contemplative di improbabili epifanie. La creatività è allenamento tale e quale alla performance sportiva. Per questo, e per tante altre cose, penso che sport e creatività siano così simili, specialmente gli sport di resistenza, corsa, ciclismo, nuoto, sci di fondo… L’endurance sport aiuta a gestire l’ansia, svuota la mente, mette ordine, insegna a gestire il flusso dei pensieri.
Per questo tante volte chiudo il computer, metto giù la matita, i pennelli e…
Vado a correre!

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