storie-003-dal-mondo-nuovo_b

storia 003 dal mondo nuovo

Finisco adesso di immaginare come andrà a finire questa storia. Suona il telefono, tiro un sospiro. Là fuori c’è ancora qualcosa. È normale lavorare appesi al telefono. In questo momento il nostro smartphone sta diventando molto più di uno strumento di lavoro, più del giocattolo tecnologico che ci permette di comunicare, informarci, divertirci, condividere, imparare, leggere, fotografare, scrivere, creare, dipingere, ascoltare, viaggiare, pagare, misurare, giocare, guardare… e fare un’altra infinità di cose. A guardare quello che sta succedendo in Cina, a Wuhan, ci toccherà usare il telefonino come un lasciapassare che all’occorrenza diventerà il nostro secondino. l’App è quasi pronta. Ci dirà – Ok! Puoi uscire, puoi passare – o viceversa – No! Fermo lì! Sta a casa. Fatti curare -. Sarà il guardiano, l’infermiere, il medico, l’amico e anche quel gran figlio di puttana che ci inchioderà dove siamo senza darci vie di scampo. Ci toccherà dire ok, ci sto. Pur di andare a farmi una corsa, una passeggiata, un viaggio qualunque, mi andrà bene che si sappia tutto di me. Dove vado, con chi, quando, la mia temperatura, il battito… e più in là chissà che altro. Ci gioco come fosse un cucciolo di tigre e mi faccio un selfie. Sto dodici ore al giorno dietro lo schermo di un computer ma non perdo la vista. Telefonare per ore, leggere email telegrafiche o ripetitive e lunghe come serie televisive acuisce tutti i sensi. Sento i silenzi, il vuoto e la solitudine delle stanze reali. Bianche o buie, vuote, spigolose o calde… stanze di vita quotidiana diceva qualcuno. Raccontare le aziende, i prodotti, ha un po’ del raccontare queste giornate attraversate dal vuoto, dal silenzio e dall’immobilità che nascondono irrequietezza, ansia, gioia, paura, allegria, noia, bellezza, superfici, colori, squilli di telefono, sussurri e grida. Come raccontare di collane, spille, tagliacarte, di bottiglie pregiate, poltrone, orecchini, bulloni, stampi, modelle…
Racconti con tanti personaggi, travestimenti, buoni e cattivi, dialoghi, dettagli, paesaggi dentro cui si muovono i protagonisti, lampade, tavolini, foulard… oggetti che improvvisamente si animano e diventano angeli e demoni. Ieri era il trentesimo anniversario del primo episodio di Twin Peaks. Sento le prime note del tema… tum, tum… tum, tum… Ascolto il silenzio assordante delle strade deserte di questa notte e mi chiedo ancora… Chi ha ucciso Laura Palmer?