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e sembra di andare sulle montagne russe, o di correre a scapicollarsi più per un ghiaione. Una curva è una curva ed è bellissimo quando non finisce mai, ma è ancora più bello quello che succede quando una curva finisce. Metà del design sta nel risolvere l’incontro di una curva con quello che succede quando finisce, con la forma che incontra, con lo spigolo aguzzo, la retta perpendicolare al centro, la tangente infinita, la grande campitura di un altro colore, di un altro materiale. Di solito cerco la soluzione sul piano scarabocchiando con la matita grassa e per un milione di cose funziona quasi sempre, grafica, prospetti e planimetrie in architettura, i primi approcci con forme di oggetti ancora sconosciuti. Lo spazio tridimensionale poi conferma o smentisce e spesso non servono cad o modellatori di superfici, non serve accarezzare morbide nurbs ma tocca costruire, sporcarsi le mani, lucidare, seguire ogni curva fin dove va a morire e lì inventare quel qualcosa che cambia tutto.