INQUADRARE e TAGLIARE

inquadrare_e_tagliare_634

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Saper inquadrare e tagliare cambia le fotografie.

Una foto, un’immagine può essere bella oppure brutta, al di là dello scatto fotografico, delle infinite possibilità di elaborazione grafica e di fotoritocco oggi disponibili.

Il modo di tagliare e impaginare una foto la cambia completamente.
Qualche riflessione sul momento dello scatto.

Quando scattiamo una foto, per hobby, per passione, per divertimento, ci viene spontaneo scegliere  immediatamente il taglio che vogliamo dare alla nostra immagine. È una delle prime azioni creative che facciamo: inquadriamo. Scegliendo una certa inquadratura, magari in una frazione di secondo, in quell’attimo ne scartiamo centinaia di altre possibili.
Bello! Fa parte del gioco.
Se però l’immagine che stiamo scattando, o un fotografo sta scattando per noi, farà parte di un progetto di comunicazione, forse varrà la pena, dopo aver scelto il tipo di inquadratura, allargare un po’ il campo di ripresa  per  consentirci di utilizzare quell’immagine  modificando successivamente il taglio. Potremo così utilizzare la stessa immagine in composizioni grafiche molto diverse senza spendere ore a clonare pezzi di sfondo con risultati spesso dubbi.

Teniamo presente che tanto più l’immagine che stiamo scattando è significativa e bella, tanto più vorremo utilizzarla a corredo di strumenti diversi, che richiedono tagli diversi.

È la legge dell’immagine coordinata, la stessa foto dovrà poter occupare formati orizzontali e verticali mantenendo, se possibile, la stessa carica emozionale.

Saper inquadrare e tagliare fa la differenza.

Vale sempre la pena allargare l’inquadratura, anche se al momento vi sembrerà di aver tolto qualcosa allo scatto, anche se, mentre lo suggerite al vostro fotografo, vi guarderà come si guarda un cretino che sta rovinando il suo lavoro. Come un ladro che gli sta rubando un po’ del suo spazio creativo.
Ha ragione.
Poi, al momento del taglio sarà come scattare di nuovo!