IDEE DA COLTIVARE E PROTEGGERE

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Stringi, stringi il mio lavoro è trovare l’idea giusta .

Idee per dare più visibilità all’azienda, al marchio e al prodotto.

L’idea è lì, bella confezionata in due, tre… venti pagine che la spiegano e la raccontano, un’immagine la sintetizza e altre cento la giustificano. Quando il titolare dà l’ok inizia il percorso di guerra e ogni mossa rischia di ridurre la forza della nostra invenzione.

Il mio lavoro è vigilare, tenere il timone della creatività e navigare insieme verso l’obiettivo.
Già così non è facile ma se ci si distrae è finita.
Bisogna sempre essere consapevoli che anche una scemenza, che ne so, farsi venire la fregola di voler un biglietto da visita “diverso”, la voglia di cambiare un colore o di introdurre una forma strana… sono tutte azioni apparentemente innocue capaci di far scricchiolare la baracca.

Teniamo presente che in genere tanto più l’idea è definita e non permette varianti tanto più funziona.
Un progetto semplice, con regole precise è molto più facile da attuare che uno complicato da mille variabili.
Attenzione però che le idee rigide, quelle che ad esempio stanno in piedi appoggiandosi ad una sola invenzione, sono certamente più facili da comunicare ma sono anche più fragili.

Basta mettere in crisi la trovata su cui si basa tutto per mandare a ramengo il progetto.
Teniamo ben salda la barra di navigazione della nostra comunicazione senza farci distrarre dalle tante sirene che popolano il nostro mare.

Le belle idee vanno coltivate e protette.

Nell’immagine – Ulysses and the Sirens,
di Herbert James Draper, 1909