HO SBAGLIATO, È STATO FANTASTICO

HO-SBAGLIATO

 

Ho sbagliato tante volte. Senza errori, se non mi prendo il rischio di sbagliare non mi emoziono, e di certo non emoziono nessuno con il mio lavoro.
Per trovare qualcosa di buono devo  perdermi.
Come quando corro da solo in montagna o cammino in posti che credo di conoscere, solo se mi perdo, se sbaglio strada scopro cose nuove. Paesaggi mai visti, strade e boschi dove non sono mai stato.
Non è facile. Succede qualcosa di davvero buono quanto più ci si allontana da casa e si esplorano territori mai visti, quando lo stomaco comincia a chiudersi, tutte le antenne si alzano e si percepisce un certo malessere, un senso di smarrimento,
Non occorre fare chilometri.  Basta uscire dagli schemi dentro cui stiamo bene. Annusare l’aria di posti della mente inesplorati, suoni, colori, forme verso cui abbiamo sempre nutrito una certa diffidenza.
Proviamo a mescolare.
Dobbiamo metterci a preparare piatti con ingredienti mai assaggiati prima.  Magari la base potrà essere ancora un riso bollito, un trito di cipolla, una frittata, una crema… La solita linea curva, perfetta, un’ellisse sensuale, un quadrato, una spirale… Una pezza di cotone o di seta… Ma sappiamo che potremo usare un mondo di cose, di forme, di sapori, di colori, di parole mai usate prima.
Ci verranno le vertigini e dovremo imparare a governare la barca senza sapere dove approderemo.
Sbagliare tutto sarà solo questione di un attimo ma non è detto che il risultato sia cattivo, magari ci stupirà, sarà bellissimo.
A poco a poco impareremo a conoscere sentieri nuovi, nuovi boschi e strade piene di gente. Metteremo insieme sottili lastre d’alluminio intarsiate, sassi rotondi, neri, schegge di vetro  viola dai contorni d’oro per comporre la trama di una porta, un anello, un vaso, il risvolto di una giacca…
Senza paura di sbagliare.