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Che brutto logo per la VICENZA MARATHON

VICENZA-MARATHONSerata affollata ieri sera all’hotel Da Porto per la presentazione della Vicenza Marathon e dell’omonima società sportiva.
Bellissima l’idea e il coraggio di portarla avanti. Buoni ultimi nel Veneto non dovrebbe essere difficilissimo replicare il successo delle maratone cugine delle città vicine. Ottimo il concept alla base di tutto – maratona ad anello chiuso – partenza e arrivo disteranno poche centinaia di metri, evitando così i disagi e i problemi organizzativi delle maratone in linea come Padova, Venezia e Treviso. Probabile che ciò vada a discapito della velocità del percorso ma non si può avere tutto!
Altra questione poco chiara è la data, si parla di terza domenica di Novembre, quindi maratona decisamente freddina e a ridosso di tante altre. Difficile del resto trovare spiragli in un calendario sempre più affollato.
Solo un paio di cose che mi toccano direttamente: il nome e il logo.
Il presidente si è stupito del fatto che il nome Vicenza Marathon non fosse già stato registrato e ne ha approfittato di corsa! L’avremmo fatto tutti. Però mi chiedo se non si potesse comunicare con più forza la specificità vicentina mettendo il nome “Palladio” o “Palladium” nell’iscrizione della corsa. Sono certo che questo aspetto sia stato attentamente valutato e perciò resto ancor più stupito di una scelta tanto banalmente stereotipata.
Per ultima lascio la questione del logo, a mio parere proprio brutto! Ok i colori, belle tonalità di azzurro e verde ma la scritta, il quadrifoglio e tre archi delle scalette di Monteberico buttati lì con un omino scarabocchiato proprio male richiamano l’idea di una grafica abborracciata da consorzio caseario.
Mi dispiace proprio tanto che ad un evento che reputo così importante sia stato riservato un profilo così basso. Niente immagine della Basilica e della Rotonda si è detto in conferenza stampa e francamente non sono riuscito a capirne il perché. Tra le tante cose belle e buone queste due opere del Palladio sono certamente le più conosciute e ammirate nel resto d’Italia e all’estero, non capisco perché non farne il simbolo anche della più bella corsa della nostra città.
Tolto il rammarico per nome e logo, da maratoneta resta la speranza, che sono certo si realizzerà, di poter correre presto una bellissima 42 km sulle strade di casa.