I TEMPI DELLA CREATIVITÁ

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All’inizio c’è l’idea improvvisa, il gesto, l’appunto veloce, il segno che chiarisce tutto, i momenti dell’ideazione.

Poi segue il ritmo del progetto, il tempo fatto di gesti ragionati in cui l’idea diventa concreta.
Alla fine c’è il tempo della lentezza, dell’apparente inoperosità, della riflessione.
Forse sarebbe meglio dire della sedimentazione. Il tempo lungo che trascorre aspettando che la percezione di una forma diventi consapevole.
Quante volte il disegno della curva di un oggetto, il progetto di una seduta, di un contenitore, di un ornamento, dopo i disegni o addirittura dopo la realizzazione del prototipo, quante volte siamo rimasti cosí, sospesi, come nell’attesa che debba ancora succedere qualcosa. Lì inizia il tempo necessario per digerire il prodotto dell’azione creativa, lasciare dissolvere le emozioni che ci hanno sostenuto e cogliere l’essenza. Pulire lo sguardo da incrostazioni emotive per vedere meglio e riuscire a giudicare, accettare il risultato o intervenire di nuovo.
Così per un testo, per la pubblicazione di un’immagine. Dovremmo prenderci del tempo per riflettere anche prima di pubblicare due righe su Facebook o un video su Instagram.
Invece i  tempi della creatività all’interno delle aziende sono compressi dalla necessità di rendere immediatamente produttivi i costi. E’ normale che spesso la riflessione venga percepita come “perdita di tempo”. Non è così. Allora bisogna trovare il modo di introdurre momenti di verifica durante l’iter progettuale.
La creatività è fatta di
continui STOP and GO anche per rendere più veloce il giudizio finale, approvare o cestinare, e alla fine dare in pasto al pubblico il nostro lavoro.