L’ultimo catalogo

l'ultimo-catalogo__In questi giorni, tra un ponte e l’altro, ho riordinato un sacco di cataloghi e di brochure aziendali. Diversissimi formati, copertine, spessori, carte…  per prodotti altrettanto diversi come mobili, gioielli, vini, ceramiche…  Mentre mi passavano per le mani pensavo alle discussioni avute col cliente, le motivazioni di scelte che ora a distanza di tempo innescano altri pensieri.
Mi chiedevo, cosa rende un catalogo un oggetto importante, utile per comunicare il Brand e per vendere i suoi prodotti? Le due cose spesso non vanno a braccetto.
L’agilità didascalica richiesta dal folder di vendita non soddisfa quasi mai l’esigenza di comunicazione emozionale imposta dal Marchio.

Il formato è importante.
Ottimo e quasi imprescindibile lo standard A4 per la brochure dedicata alla vendita. Per parlare dell’azienda invece meglio evitare il fastidio “déjà-vu” del formato carta da lettera e progettare un oggetto che stimoli l’interesse e sia piacevole da tenere in mano.

Pensiamo al formato in relazione al numero delle pagine,  allo spessore, alla copertina. Rigida o morbida, di materiali preziosi (tele, plastiche, cartoncini pregiati…) o materiali poveri. Stampata a caldo, verniciata, plastificata, con sovracoperta e risvolti…  Rilegata in Brossura cucita, Brossura fresata, Punto Metallico, Spirale metallica, oppure a quartini liberi…
Teniamo conto che il numero delle pagine e il tipo di carta impongono delle scelte  e ne impediscono altre.

Alla fine di tutto o prima di tutto c’è l’idea! Il progetto, il concept, chiamatelo come volete.
Più le scelte di progetto saranno coerenti ai valori del brand e meglio sarà. Più saranno enfatizzati e più saranno riconoscibili. Ricordiamoci che una pagina bianca comunica molto più di una qualsiasi pagina di testo o di un’immagine banale.

Rispettiamo le regole d’uso del LOGO e dei codici della Corporate Identity , magari aggiungendoci un filo di leggera follia, un’eleganza esagerata, una spartana grandeur…  un gioco.

Alla fine lasciamoci il tempo per far decantare tutto e guardare all’impaginato finito con un minimo di distacco.
Poi ok! Si stampi.
Mandiamo in produzione la nostra creatura con la leggera emozione che prende davanti all’ignoto.
Con la  lieve malinconia che viene al pensiero che potrebbe essere l’ultima. Sostituita in futuro dagli immateriali PDF per il web, dalle pagine luminose dei  tablet…
Da un video leggero come una farfalla.