LE FACCE DELL’INDUSTRIAL DESIGN

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L’industrial design non è un gioco creativo fine a se stesso.
Disegnare un oggetto per la produzione industriale ha spesso finalità molto diverse, tanto possono essere diversi gli obiettivi e le richieste dell’azienda che commissiona il progetto.
Non importa il settore, siano gioielli , pezzi d’arredo o oggetti d’uso, le motivazioni che inducono un’azienda a definire il progetto per creare un nuovo prodotto possono essere molto simili.

– Creare l’oggetto vetrina, quello che stupisce per lo sfoggio di invenzioni, per l’innovazione e la creatività. In questo caso non ci si pone grossi limiti di target. Capita di rado ma quando succede è festa grande. Altre volte bisogna contenere il prezzo finale del giochino e l’esercizio creativo diventa ancora più interessante.

– Disegnare una collezione, un multiplo, un insieme di oggetti che si inseriscano nel catalogo aziendale arricchendolo, offrendo al mercato innovazione, ricerca estetica e funzionale ad un prezzo interessante è il lavoro quotidiano dei designer. Un lavoro complesso e gratificante.

– Aggredire il mercato con un oggetto dal prezzo molto basso pur mantenendo contenuti estetici e funzionali accettabili è una delle richieste più presenti sul tavolo di un designer. Una delle strade più difficili da percorrere in ogni campo. Un’impresa che spesso sfida le leggi estetiche e quelle dei processi produttivi creando a volte oggetti sorprendenti.

In ogni caso, qualsiasi sia l’obiettivo finale, si deve partire sempre dall’azienda, dal suo catalogo, dalla sua storia.
Ogni nuovo prodotto deve ribadire l’identità aziendale.  È la tessera di un enorme mosaico di persone, sensazioni, emozioni, immagini, oggetti che compongono l’essenza dell’azienda.

Come ripeto sempre, faccio metà del lavoro, l’altra metà lo fa il committente.
Quando c’è intesa creiamo cose interessanti.