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IL FILO ROSSO

Nella presentazione sul mio sito, ho raccontato le cose che mi piacciono.
Ho preso al volo quello che mi è venuto in mente.
Raccontare quello che piace mi sembra un buon metodo per far capire chi sono a chi pensa di lavorare con me. Credo si scelgano i collaboratori perchè un filo rosso ci unisce, per mille motivi spesso incomprensibili, il caso forse… però una certa affinità di gusti aiuta.

Facciamo un gioco: un materiale / un oggetto
Provate a farlo anche voi, magari capiterà di pensare alla stessa cosa.

Se penso VETRO mi vengono in mente le “Bolle” di Wirkkala per Venini, leggere, evanescenti come la nebbia.

Il MARMO per me è Nero o Bianco anche se il Rosa del Portogallo è bellissimo come il Verde Alpi. Mi viene in mente il bel blocco di Carrara bianco venato di grigio che sta alla base della lampada Arco disegnata da Achille Castiglioni per Flos.

Il LEGNO è uno dei materiali che amo di più. Mi ricorda i tavoli di Scarpa, Valmarana e Quatour, disegnati per Gavina.

I TESSUTI bellissimi si riconoscono al volo anche senza essere grandi intenditori. Amo tutte le cose di Renata Bonfanti, tappeti, arazzi, tovaglie… Quando penso a lei penso al suo laboratorio a Mussolente e me lo ricordo vetrato e immerso nel bosco anche se poi credo non sia proprio così.

L’ACCIAIO mi ricorda ancora Scarpa. La struttura e le viti del Doge, il tavolo dal top in cristallo. Poi l’acciaio per me è l’arco del monumento a Gaetano Marzotto a Valdagno, una delle cose fatte tanto tempo fa che mi piace ancora. L’acciaio era la fibra forte e l’esuberanza coinvolgente di Antonio Rancan che ha realizzato il mio disegno con le sue mani.

L’ALLUMINIO è un materiale splendido ma un po’ vanitoso e modaiolo, sarà per la sua leggerezza, per gli ambienti che frequenta, macchine di lusso, cucine eleganti… Non posso farci niente ma mi sono innamorato di JUICY SALIF di Philippe Starck appena l’ho visto e ho pena per chi pensa ancora che sia uno spremiagrumi come Alessi vorrebbe darci ad intendere.

Con la PLASTICA vivo un rapporto di amore/odio. Mi piacciono quasi tutti gli arredi in plastica (quante plastiche esistono!) disegnati tra gli anni ‘60 e ‘70 dai grandi designer italiani. Avevo una colonna dei componibili di Anna Castelli Ferrieri che oggi Kartell produce anche nelle versioni oro e argento.

ORO è stato il metallo della mia quotidianità per tanti anni, quello che mi ha visto nascere e crescere come designer. Ricordo tutti i gioielli che ho disegnato, soprattutto quelli che non hanno mai visto la produzione e sono rimasti sulla carta. Quello che ho amato di più è stato un anello di cui non ricordo più il nome, Onda forse. Una lastra curva d’oro giallo opaco che si contorceva come un nastro di Moebius impazzito. Creato vent’anni fa in NANIS, di questo anello e di tutta la parure ricordo le foto della donna bionda che lo indossava.

Ammetto di essermi lasciato prendere la mano, ogni materiale è stato il pretesto per un tuffo nei ricordi. E a voi questi materiali che oggetti hanno ricordato?